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Pari opportunità: Eurispes, ancora poche donne in politica

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Roma, 24 mag. (Adnkronos) – Un’ampia maggioranza di italiani (72,6 per cento) reputa che la presenza delle donne in politica non sia adeguata, dal punto di vista quantitativo e/o qualitativo: il 36 per cento del campione dichiara infatti che le donne sono troppo poche e che raramente ricoprono ruoli chiave, mentre il 36,6 ritiene il numero di donne adeguato, ma rileva che raramente esse riescono a raggiungere ruoli di alto profilo. Solo il 21,2% giudica, invece, la presenza delle donne adeguata sia per numero che per ruolo e il 6,2% la valuta eccessiva a livello istituzionale. Lo rileva il 35/mo ‘Rapporto Italia’ dell’Eurispes.

Sono soprattutto i giovani tra i 25 e i 34 anni a percepire un problema riguardo alla rappresentanza femminile e alla disuguaglianza di genere: soltanto il 15 per cento ritiene vi sia un numero adeguato di donne nelle Istituzioni. Più di tutti sono gli elettori del centro e chi non si sente politicamente rappresentato ad avvertire una “questione di genere” in politica: rispettivamente, il 40,2 e il 40,3 considerano la presenza femminile inadeguata sia nel numero sia nelle possibilità di accesso a ruoli chiave.

Tra gli elettori della destra (41,5) e del centrosinistra (40,9) invece è maggiormente diffusa l’opinione che la presenza delle donne in politica sia adeguata dal punto di vista numerico, ma non lo sia sotto il profilo dell’attribuzione di ruoli di alto profilo. Tra i sostenitori della destra (30,1) e della sinistra (25) si individua il più alto numero di persone che ritengono che l’accesso delle donne in politica sia numericamente consono e che altrettanto si possa dire per le possibilità di carriera.

Quanto alle cosidette ‘quote rosa’ come possibile risposta al gap gender, e all’introduzione di posti riservati in Parlamento per le donne, il 30,9 si dice contrario, poiché le pari opportunità si creano solo ponendo le condizioni che possano garantire alle donne un’effettiva partecipazione alla vita pubblica, mentre il 19,5 motiva la propria contrarietà con la necessità che le donne debbano conquistare le cariche pubbliche al pari degli uomini. Per il 36 per cento degli interpellati invece le ‘quote rosa’ sono l’unico modo per garantire la presenza delle donne in politica.

Dall’analisi dei dati emerge come l’impegno nella vita lavorativa e domestica sia individuato quale principale fattore della minore partecipazione delle donne alla vita pubblica, motivo per cui sarebbe necessario intervenire attraverso politiche di sostegno e una divisione del carico delle responsabilità familiari tra i partner.

Il 36,7 del campione ritiene infatti che politiche più efficaci di sostegno alla famiglia e alla maternità potrebbero certamente giovare e incoraggiare l’impegno politico delle donne; il 25,7 concorda che una migliore ripartizione delle responsabilità familiari tra i due sessi potrebbe essere di aiuto; il 24,6 sceglie l’opzione ‘normativa’, ossia il ricorso a quote riservate alle donne, stabilite per legge. Il 12,9% ritiene, infine, che non ci sia necessità di interventi di alcun tipo, in quanto le donne sono già sufficientemente rappresentate.