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Osservatorio EY Future Travel Behaviours, 88% italiani dichiara di aumentare viaggi

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Roma, 26 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Il 2023 si annuncia come anno record per i viaggi. Dopo due anni di restrizioni, infatti, torna il desiderio di viaggiare tra gli europei. L’89% dei cittadini di Spagna, Germania, Francia, Regno Unito, ha in previsione di fare almeno una vacanza nell’anno in corso, mentre un cittadino su cinque dichiara di voler aumentare il numero dei viaggi rispetto al passato. In particolare spicca la percentuale di italiani (88%) che dichiara di voler mantenere o aumentare la frequenza dei propri viaggi. Sono questi alcuni dei dati rivelati dall’Osservatorio EY Future Travel Behaviours.

Giunto alla terza edizione, l’Osservatorio, che analizza le abitudini e le motivazioni che influiscono nelle scelte di viaggio, contribuendo a delineare i trend del futuro, quest’anno allarga il perimetro di analisi oltre i confini nazionali coinvolgendo anche i viaggiatori di Francia, Germania, Spagna e Regno Unito, per un campione complessivo di oltre 5 mila persone. Il metodo utilizzato combina domande esplicite con test psicologici impliciti che permettono di analizzare anche le motivazioni inconsce alla base delle scelte di viaggio.

Tra i dati più significativi, quelli sulle destinazioni di viaggio: 3 europei su 4 si muoveranno all’interno del proprio Paese, 3 europei su 5 prevedono di viaggiare in un Paese del Vecchio Continente, circa il 20% oltre i confini europei. La Spagna è al primo posto, tra le mete preferiste per le vacanze in Europa, seguita da Italia e Francia.

Quali sono i fattori che influiscono maggiormente sulle scelte di viaggio? Al primo posto la spesa, specie con riferimento al diminuito potere d’acquisto dovuto alla crescita dell’inflazione. In tal senso, dai test psicologici impliciti emerge una propensione al risparmio al punto che 2 persone su 3 sarebbero disposte a cambiare le proprie abitudini di viaggio a causa di una riduzione del proprio potere di acquisto. Ma c’è anche un 19% di persone che pur in una condizione di recessione economica non rinuncerebbe a viaggiare, sacrificando piuttosto altre voci di spesa.

Un altro fattore che influenza i comportamenti e le intenzioni di viaggio è l’impatto ambientale. Dai test impliciti emerge che per 1 persona su 2 l’impatto ambientale è un fattore importante per le proprie scelte. Una sensibilità verso i viaggi green dimostrata anche dal fatto che 6 viaggiatori su 10 sarebbero disposti a pagare costi aggiuntivi per compensare le emissioni di CO2. Sono i giovani della Generazione Z a dimostrare una spiccata propensione a viaggiare, ad essere maggiormente influenzati dalla sostenibilità nelle loro scelte e per questo ad avere necessità di informazioni sulle opzioni di viaggio sostenibili. Inoltre, la maggioranza dei giovani viaggiatori si dichiara disponibile a pagare un extra per compensare le emissioni.

Tra le tendenze rilevate dall’Osservatorio cresce l’interesse nei confronti dei viaggi di natura ibrida che uniscono motivi di lavoro e vacanza in forme differenti, in particolare il fenomeno workation. Inoltre, un accenno ai trend del futuro del settore. La personalizzazione dell’esperienza di viaggio rappresenta un importante fattore di scelta per 2 interpellati su 3, dunque appare sempre più indicata per gli operatori del settore un’offerta quanto più possibile su misura per tipologia di viaggiatore.

Clicca qui per vedere il report completo.