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Orlacchio (Sirm): “Tanti giovani in radiologia, specialità che cambia”

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Roma, 7 ott. (Adnkronos Salute) – “Siamo convinti che” in radiologia “quello che stiamo realizzando nel presente sarà il successo, o meno, delle attività del futuro”, come ricorda il titolo di un congresso che “ha avuto un’amplissima partecipazione: oltre 5mila radiologi nella pre-iscrizione e 1.800”, cioè il 36%, “sono soci junior, giovani specializzandi o specialisti che hanno meno di 33 anni. Questo fa ben sperare per il futuro. Se nel presente abbiamo tutti questi giovani che seguono le attività svolte nel congresso nazionale, la disciplina sicuramente avrà un futuro”. Così Antonio Orlacchio, presidente del 50° Congresso Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica) dal titolo ‘Nel presente il futuro. La radiologia: dalla diagnosi alla terapia. Conoscenza e competenza’, in corso fino al 9 ottobre al Centro congressi La Nuvola di Roma.

Sull’alta partecipazione delle nuove generazioni, il presidente non si meraviglia: “Credo facciano bene i giovani a scegliere la radiologia, una delle branche della medicina più moderne e in maggiore evoluzione. Negli ultimi anni – ricorda Orlacchio – le evoluzioni tecnologiche, gli aggiornamenti che abbiamo dovuto seguire sono stati tantissimi. La radiologia è nata nel 1895 con la scoperta casuale, da parte del fisico austriaco Wilhelm Röntgen, dei raggi che attraversavano il corpo umano e impressionavano, all’epoca, le laste fotografiche. Li chiamò ‘raggi X’ perché era l’incognita algebrica: non sapeva di cosa si trattasse. La tomografia computerizzata – continua lo specialista – ha 50 anni di età. Fino agli anni ’70 la radiologia era analogica. Successivamente è diventata digitale” e da allora “sta evolvendo con il supporto che l’informatica può dare alla radiologia”.

Tra i temi del congresso ricordati dal presidente, “uno riguarda una branca specifica della radiologia: l’intelligenza artificiale (Ia) e gli algoritmi di Ia che possono essere di supporto nella diagnosi dei radiologi e utili per il miglioramento degli accertamenti diagnostici. Il congresso dedica una parte ampia all’Ia sia con sessioni scientifiche, sia con attività pratiche. C’è un’aula multimediale con 32 postazioni (workstation) con algoritmi di Ia e, su casi clinici, i congressisti possono sperimentare”. Particolare importanza è riservata anche alla radiologia interventistica, “strettamente connessa alla diagnostica – ricorda Orlacchio – Siamo convinti che il connubio tra diagnostica radiologica e radiologia interventistica sia fondamentale per il know-how dei radiologi, giovani e meno, ma anche per la qualità dell’assistenza che può essere fornita ai pazienti”.