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Oncologi Aiom: “In Italia fumo e sovrappeso restano importanti fattori di rischio”

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(Adnkronos) – In Italia le diagnosi di tumore nel 2025, rispetto al biennio precedente, sono sostanzialmente stabili: 390.100. Tra le buone notizie il calo dei decessi e la migliore adesione agli screening. Tuttavia, fumo e sovrappeso restano due importanti fattori di rischio nel nostro Paese. E' la fotografia scattata dalla 15esima edizione del rapporto 'I numeri del cancro in Italia 2025' dell'Associazione di oncologia medica, frutto della collaborazione tra Aiom, Airtum (Associazione italiana registri tumori), Fondazione Aiom, Osservatorio nazionale screening (Ons), Passi (Progressi delle aziende sanitarie per la salute in Italia), Passi d'Argento e della Società italiana di anatomia patologica e di citologia diagnostica (Siapec-Iap), presentato questa mattina a Roma a Palazzo Baldassini.  "Nel 2025 non vi saranno sostanziali differenze quantitative rispetto a quanto documentato lo scorso anno – spiega Diego Serraino, consulente epidemiologo presso Alleanza contro il cancro, Roma – mentre nei prossimi anni il numero assoluto di nuove diagnosi in Italia potrebbe stabilizzarsi o iniziare a diminuire. E' un'ipotesi supportata, oltre che dalla costante decrescita demografica della popolazione italiana, anche dalla diminuzione dei casi negli uomini. Un esempio rappresentativo dei diversi andamenti temporali, in Italia, dei tassi di incidenza nella popolazione maschile e in quella femminile è offerto dal tumore del polmone. Negli uomini, tra il 2003 e il 2017, le nuove diagnosi di questa neoplasia sono diminuite del 16,7%, mentre tra le donne sono aumentate dell'84,3%". Il fumo resta più frequente fra gli uomini (28%) rispetto alle donne (20%) ed è fortemente associato allo svantaggio sociale, coinvolgendo molto di più le persone con difficoltà economiche (36%) rispetto a chi dichiara di non averne (21%).  "Un altro fattore di rischio è il sovrappeso – evidenzia Rossana Berardi, presidente eletto Aiom – L'eccesso ponderale riguarda il 43% degli adulti in Italia. Dal 2008 le analisi temporali mostrano un aumento dell'eccesso ponderale a livello nazionale, sostenuto da un incremento, contenuto ma statisticamente significativo, dell'obesità nel Nord, a fronte di una riduzione che ha avuto inizio negli anni più recenti nel Meridione. Il gradiente geografico dell'eccesso ponderale resta a sfavore del Sud e in alcune regioni, come Campania, Puglia e Molise, la metà della popolazione adulta è in sovrappeso. Ai problemi con la bilancia si associa spesso l'assenza di attività fisica. In questo caso, però, si avverte un'inversione di tendenza. Infatti, dopo più di 10 anni di incremento costante e significativo, il trend della sedentarietà ha cambiato direzione dopo il 2020, mostrando una progressiva e continua riduzione di 5 punti percentuali in soli 4 anni, dal 32% del 2020 al 27% nel 2024". Una riduzione dell'obesità "migliorerebbe la salute pubblica, riducendo nuove diagnosi e recidive oncologiche e potenziando la risposta alle terapie. Agire su peso e stile di vita è uno strumento concreto di prevenzione e cura del cancro, in linea con l'approccio One Health". 
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