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Nucleare: sindaci provincia Viterbo, ‘45% siti in nostro territorio? No netto e forte’

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Roma, 10 gen. (Adnkronos) – “Quando il 45% circa dei siti ‘verde smeraldo’ (quelli con più requisiti di idoneità) viene individuato in una sola provincia, la nostra, è lecito domandarsi perché”. Si legge in un documento sottoscritto da sindaci e amministratori della provincia di Viterbo a proposito dei siti per le scorie nucleari a cui oppongono “un no netto e forte” e chiedono “alla regione Lazio di difendere i diritti dei cittadini della Tuscia, mettendo tutto il suo peso in questa battaglia perché, difendendo la provincia di Viterbo, difende tutto il Lazio”.

“Siamo consapevoli della necessità di individuare un sito per le scorie nucleari nazionali, il tema per la nostra provincia però -si legge nel documento- è un altro. Siamo una provincia che evidenzia una incidenza di patologie tumorali, malformative, e degenaritive superiore alla media nazionale. Queste malattie chiamano in causa in modo diretto o indiretto fattori di rischio presenti in maniera significativa nella nostra provincia, come ripetuti studi hanno evidenziato”.

“E’ appena il caso di ricordare il radon, l’arsenico nelle acque, fitofarmaci e pesticidi. Non è pensabile non applicare al nostro territorio quel ‘principio di precauzione’ che invita ad evitare in ogni modo la presenza di ulteriori fattori potenzialmente a rischio di comorbilità. Per questo il nostro no deve essere totale ed assoluto, lo dobbiamo alla salute dei nostri cittadini ed in modo particolare dei nostri figli”.

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