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Nasce fondazione Pro Loco Italia per maggiore tutela del patrimonio immateriale

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Roma, 8 giu. (Adnkronos) – Gli antichi saperi, la magia del folklore, i riti spettacolari, le sagre dei prodotti enogastronomici. E’ un patrimonio culturale immateriale immenso, quello che viene custodito dall’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia, che oggi, con la nascita della Fondazione viene rafforzata la mission volta ad esaltare l’identità e la cultura del variegato territorio italiano. “La fondazione nasce per salvaguardare e tramandare al futuro il nostro patrimonio legato ai riti, ai saperi, all’artigianato locale che in molte zone è in via d’estinzione”. E’ quanto afferma Antonino La Spina, presidente di Unpli e della Fondazione Pro Loco Italia Ets, intervistato dall’Adnkronos.

Le Pro Loco, con i loro eventi sono un traino fondamentale per il turismo nei borghi e quest’anno, dopo due anni di pandemia, si registra una ripresa. “Le pro loco rappresentano nell’ambito territoriale l’organizzazione più radicata con 110mila eventi in un anno con oltre 88 milioni di visitatori” afferma La Spina.

La Fondazione, che è stata presentata nei giorni scorsi al ministero della Cultura, nasce da radici profonde grazie all’impegno di oltre 6.300 Pro Loco attive in tutt’Italia che operano tutti i giorni a favore delle proprie comunità mettendo a disposizione oltre 25 mln di ore di volontariato annue e dimostrando come l’identità culturale di ogni comunità sia alla base della attività quotidiana. L’Unpli è da sempre impegnata nella salvaguardia a valorizzazione dei patrimoni culturali immateriali essendo tra le 164 organizzazioni accreditate dall’Unesco.

Sono 20mila le sagre che si svolgono ogni anno in Italia, collegate ad altrettanti prodotti enogastronomici, e valgono circa 2,1 miliardi di euro. Si tratta di numeri pre pandemia che sono scesi molto in due anni ma quest’anno si scorgono segnali di “piena ripresa con l’80% della riprogrammazione”.

Sono molte dunque ma solo alcune possono vantare il marchio di qualità certificato dall’Unpli. “Vogliamo certificare quelle realtà che operano in modo ottimale perché la sagra per noi parte da un aspetto culturale che riguarda la conoscenza del prodotto tipico e la valorizzazione del territorio attraverso il prodotto locale. – sostiene La Spina – L’organizzazione delle sagre oltre ad avere un valore culturale ha anche naturalmente un notevole impatto economico sul territorio”.

“Il mondo delle sagre vale 2,1 miliardi di euro considerando l’indotto che portano all’economia locale, alle piccole aziende agricole e artigiane che producono le eccellenze nei tanti borghi italiani” riferisce il presidente. Ad oggi sono 48 le sagre riconosciute rappresentative della storia e tradizione del nostro paese, ma il processo è in itinere per il riconoscimento di altre”. Unpli porterà i calendari e gli eventi a livello internazionale grazie ad un accordo con Enit anche per la promozione del turismo emozionale, quindi la possibilità di vivere esperienze a contatto con la natura, con le genti e le bellezze dei luoghi.