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Mostra Venezia 2025, c’è attesa per i premi e impazza il Toto-Leone

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(Adnkronos) – Il sipario sulla 82esima Mostra del Cinema di Venezia sta per calare. Mentre il Lido si prepara per la cerimonia di premiazione di oggi, nei corridoi dell'Excelsior e tra i tavoli della sala stampa il gioco più atteso è già in pieno svolgimento: il toto-Leone. E quest'anno sembra esserci un nome che mette d'accordo quasi tutti. A dominare le previsioni è, senza alcun dubbio, 'The Voice of Hind Rajab' della regista tunisina Kaouther ben Hania. L'accoglienza al termine della proiezione ufficiale è stata un evento nell'evento: ben 24 minuti di applausi ininterrotti, i più lunghi di questa Mostra, per il film che ricostruisce, attraverso le registrazioni audio autentiche, la straziante storia vera di Hind Rajab, una bambina palestinese di sei anni.  Se il premio più prestigioso sembra avere una direzione chiara, più aperta è la corsa per gli altri riconoscimenti. Altra grande favorita ad entrare nel palmares, magari con il Leone d'Argento Gran Premio della Giuria, è Kathryn Bigelow. Il suo ritorno, 'A House of Dynamite', è stato accolto da una calorosa standing ovation di 13 minuti. Se ben Hania racconta l'orrore di una guerra in corso, Bigelow guarda alla minaccia globale che incombe su tutti noi: il rischio di un conflitto nucleare. L'ipotesi che sta prendendo corpo in queste ore è, dunque, quella di un palmarès politico e tutto al femminile ai vertici. La doppietta ben Hania-Bigelow premierebbe la capacità di due registe di affrontare con linguaggi diversi le più grandi paure del nostro presente. Da una parte la guerra che uccide i bambini, dall'altra quella che potrebbe cancellare l'umanità intera. Ma attenzione agli outsider di lusso che potrebbero ambire all'altro Leone d'Argento, quello per la regia. A scombinare i piani potrebbero arrivare due maestri del cinema di genere come Park Chan-wook e Guillermo del Toro. Il primo con il thriller psicologico 'No Other Choice', il secondo con la sua gotica rilettura di 'Frankenstein', entrambi acclamati dalla critica internazionale. Sul fronte italiano, tra i cinque film in concorso, la speranza è affidata soprattutto a due nomi: 'La Grazia' di Paolo Sorrentino e 'Sotto le nuvole' di Gianfranco Rosi. Proprio Rosi, ultimo italiano a conquistare il Leone d'Oro nel 2013 con 'Sacro Gra', ha raccolto consensi importanti dalla stampa estera, che ne ha apprezzato ancora una volta lo sguardo poetico. Per la Francia, invece, le citazioni più alte sono per 'L'Étranger' di François Ozon, anche se il più intimo 'À pied d'œuvre' di Valérie Donzelli potrebbe rivelarsi una sorpresa.  Infine, la sfida per le Coppe Volpi. Per la migliore interpretazione femminile, i nomi che circolano con più insistenza sono quelli di due attrici italiane: Valeria Bruni Tedeschi, per la sua mimetica trasformazione nella divina Eleonora in 'Duse' di Pietro Marcello, e Barbara Ronchi, intensa protagonista di 'Elisa'. Sul versante maschile, come ipotizza cinematografo.it, spicca la candidatura di Dwayne 'The Rock' Johnson, che con la sua performance drammatica in 'The Smashing Machine' di Benny Safdie potrebbe convincere la giuria a premiarne il coraggio e la veste inedita. L'alternativa forte, qualora il suo film fosse premiato, è il coreano Lee Byung-hun, protagonista di 'No Other Choice'. Per gli altri riconoscimenti, dal Premio Speciale della Giuria alla Sceneggiatura, la rosa dei papabili include Jim Jarmusch ('Father Mother Sister Brother'), Yorgos Lanthimos ('Bugonia') e Olivier Assayas ('Il mago del Cremlino'). Il Premio Mastroianni per un giovane attore emergente, infine, potrebbe andare alla giovane attrice cinese Lai Yu-Fei ('Girl') o alla svizzera Luna Wedler, tra i protagonisti di 'Silent Friend'. La mappa è, dunque, tracciata. Ora la parola passa alla giuria. (di Loredana Errico e Lucrezia Leombruni) —[email protected] (Web Info)

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