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**Mercenario Donbass: ordinanza, intercettato ‘in combattimenti usavo bazooka’**

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Palermo, 6 mag. (Adnkronos) – “Noi scaviamo le nostre trincee e poi ci sparano… noi ci nascondiamo e poi spariamo…”. A parlare, senza sapere di essere intercettato, è G.R., il giovane messinese ricercato perché accusato di essere un mercenario in Donbass. L’uomo, come si legge nell’ordinanza, “riferisce alla sorella e alla madre come si ripara durante gli spari”, “la condotta tenuta nelle fasi della guerriglia e spiega che lui e i sui compagni sparano quando si trovano a una distanza di non oltre 500 metri”.

Il 19 febbraio del 2020 “viene registrata un’altra conversazione alla quale prendono parte” la sorella e il suo fidanzato e il presunto mercenario “le racconta di avere partecipato ai combattimenti il giorno prima e che hanno temuto per la propria incolumità”. L’uomo “racconta alla sorella che sarebbe dovuto tornare a combattere sui luoghi il 22 successivo”. Poi racconta sempre alla sorella “che ha partecipato ai combattimenti in Donbass usando i bazooka, a conferma che militava contro le truppe regolari del Kiev”, scrive il gip. “E se da una parte appare spaventato dall’altra è esaltato per l’esperienza che sta facendo tanto da essere rammaricato per non avere potuto riprendere con una telecamera le sequenze del combattimento”.

Racconta alla sorella che “nelle proprie linee c’erano stati pochi feriti mentre l’Ucraina aveva perso molte posizioni e paventava che in occasione della festa nazionale russa della liberazione l’esercito ucraino potesse vendicarsi”.

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