**Maturità: Bertolino, ‘ragazzi a confronto con miti sempre più vicini, è bella sfida’**
Milano, 12 giu. (Adnkronos) – Moravia, Quasimodo, Piero Angela e Oriana Fallaci: questi i protagonisti della prima prova degli esami di maturità 2023: “Il Quartetto Cetra della letteratura”, dice all’Adnkronos Enrico Bertolino, scherzando. L’attore, che prima di decidere di dedicarsi all’arte della comicità ha lavorato nella finanza per la Standard Chartered Bank e per la Hong Kong Bank ed è stato consulente d’azienda e formatore per manager, usa l’arma dell’ironia per commentare le tracce uscite stamattina per la prova di Italiano. Del resto, dice, “quella è ciò su cui si costruiscono le future carriere, anche perché se non c’è l’ironia siamo fottuti!”. Salvo poi aggiungere: “Speriamo che ce l’abbiano anche i membri esterni delle commissioni d’esame!”.
Scherzi a parte, osserva Bertolino, “i ragazzi si confrontano con miti sempre più vicini: prima si andava da Dante a Petrarca, ma anche nell’attualità, in realtà, ce ne sono tantissimi. Nel mio caso -ricorda- per costringermi a conoscere gli autori più moderni e contemporanei fu fondamentale mio fratello che, nella mia età della ‘stupidera’, essendo una persona colta e preparata mi impose di leggere un libro al mese, per poi portargli una relazione”. In questo modo, “mi ha permesso di scoprire personaggi come Vasco Pratolini, Ernest Hemingway, Vitaliano Brancati. Autori come Cesare Pavese, che mai avrei pensato potessero appassionarmi. E invece ho cominciato ad appassionarmi veramente tanto”. Ecco perché “penso che per i ragazzi possa essere una bella sfida. Mi piace molto, poi, l’idea di qualcosa di provocatorio e di figure discusse come nel caso di Oriana Fallaci. Certo -torna a ironizzare- poi inseriscono la lettera di Bianchi. E lui se ne ha pure a male”.
Tornando agli autori, per Bertolino “Moravia è attualissimo con ‘Gli Indifferenti’; bisognerebbe però capire, oltre che sperare, se sia stato affrontato durante l’anno, a scuola, perché nell’epoca post-Covid c’è stata una sorta di ‘vogliamoci bene’ riabilitativo, nel senso che ‘i ragazzi sono stati due anni senza poter uscire’, ‘i ragazzi hanno subito una situazione difficile’, ma queste non possono essere giustificazioni al fatto che lo studio non venga ripreso come si deve. E non lo dico da bacchettone. Bisogna far parlare i ragazzi di cose che abbiano affrontato. E non si può contare sul fatto che ognuno vada avanti da solo, perché l’insegnamento vuol dire anche prendere qualcuno per mano e portarlo al risultato”. Pier Angela? “E’ monumentale. E’ la divulgazione interessante, la divulgazione gentile. E’ stato un grande, anche se non vorrei che adesso nascesse una stirpe: c’è già Alberto Angela, facciamo attenzione”. Quanto ad Oriana Fallaci, “con il suo ‘Lettera a un bambino mai nato’ è un tema che oggi si affronta, ad esempio, con la maternità surrogata”.
In questo senso, prosegue Bertolino, “i ragazzi sono molto più attenti e di questo il merito è dei tablet, dei telefonini. Se vogliamo dare un vantaggio a Instagram e Tik Tok, dobbiamo riconoscere che questi, a un certo tipo di adolescenza, hanno portato tante cose inutili, ma anche una maggiore informazione trasversale”.
E dunque, tornando ai temi d’esame, “secondo me si tratta di argomenti attuali; il problema è che l’attualità oggi si consuma in 30 secondi, oggi si dialoga con i tweet. I politici soprattutto sono caduti in questa trappola meschina, per avere qualche like in più sono non esitano a sputtanarsi. Anche umanamente. Ma io un tweet di Andreotti non me lo vedo; i 30 secondi su Tik Tok di Bettino Craxi non riesco proprio ad immaginarmeli. Anche se forse lui ci sarebbe arrivato. E il trait d’union sarebbe stato Berlusconi, che ha cambiato il modo di comunicare trascinando la comunicazione aziendale motivazionale alla comunicazione politica. Aveva capito che in fondo l’Italia era una grande impresa che aveva bisogno di essere motivata. Ecco, magari Berlusconi potrebbe essere l’argomento del prossimo tema: sarebbe certamente un omaggio a una figura che pur con tutte le sue discussioni lascerà un segno. L’importante -conclude Bertolino- è comunque avvicinare i ragazzi all’attualità”.
