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Maradona: Sgarbi, ‘come in Caravaggio la sua opera vince sul male’

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Roma, 5 dic. (Adnkronos) – Diego Armando Maradona come Caravaggio, la sua opera vince sul male. E’ questo, in sintesi, il pensiero del critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha dedicato al tema del bene e del male la sua lezione per il Salone del Libro di Torino durante la quale ha scandito che nel caso del campione argentino “l’opera vince. Da qualunque punto di vista noi guardiamo il problema il male assoluto non esiste, esiste un male prevalente o dominante. E il bene assoluto non esiste, esiste un bene prevalente o dominante. I dati negativi della vita di Maradona appaiono autodistruttivi. Ha fatto danno a sé e il minimo agli altri. In compenso, agli altri ha dato un bene assoluto, una gioia sconfinata”, ha spiegato Sgarbi. In questa logica, “il male entra dentro la sfera del bene e ne fa parte. Questo è quello che possiamo dire pensando all’esperienza di Maradona. Sbaglia chi dice è stato camorrista, amico dei delinquenti, e che ha maltrattato le donne. Tutto vero, ma è tutto finito, non c’è più”, ha argomentato Sgarbi.

Una situazione simile a quella di Caravaggio. “Caravaggio – ha ricordato Sgarbi – uccise Ranuccio Tomassoni. Morto Caravaggio e lo stesso Tomassoni, la partita è chiusa. Ed è una partita chiusa male come è stata chiusa male quella dei reati e degli errori di Maradona”. Per Sgarbi, però, “la gloria rimane, le opere di Caravaggio rimangono così come la forza di Maradona rimane nel cuore di quelli che lui ha reso orgogliosi di essere napoletani e di vivere nello sport la sublimazione di una condizione di vita difficile”. Secondo Sgarbi, infine, le due opzioni del bene e del male presenti nella vita dell’uomo “sono certamente contrapposte ma non sono separabili: convivono nello stesso uomo, nello stesso artista e nello stesso calciatore”.

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