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Mafia: Trapani, confisca da 1,7 milioni a imprenditori alcamesi

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Palermo, 9 mag. (Adnkronos) – Un altro duro colpo al patrimonio riconducibile alla famiglia mafiosa di Alcamo è stato inferto dai Carabinieri del Ros e del Comando Provinciale di Trapani, che questa mattina hanno dato esecuzione alla confisca emessa dal Tribunale di Trapani a carico degli imprenditori alcamesi Nicolò e Leonardo Coppola, degli eredi del defunto Francesco e del loro prestanome Gaetano Manno, già indagati nell’ambito dell’operazione “Alqamah” per intestazione fittizia di beni. I provvedimenti, richiesti dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, hanno colpendo l’ingente patrimonio per un valore complessivo di 1,7 milioni di euro.

Con l’articolata attività investigativa, avviata nel maggio 2011 dall’Arma di Trapani, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo e finalizzata alla disarticolazione della Famiglia Mafiosa di Alcamo, veniva documentato l’ingerenza nel tessuto economico-sociale di imprese intestate a prestanome, di fatto riconducibili a soggetti condannati, con sentenze passate in giudicato, per associazione mafiosa ed intestazione fittizia di beni.

La successiva indagine patrimoniale “ha consentito di mettere in evidenza come Nicolò Coppola, già sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di p.s. dal 2007 al 2009, si sia avvalso dei familiari più stretti (il padre Francesco ed il fratello Leonardo) e di Gaetano Manno (già deferito per associazione di tipo mafioso nell’ambito dell’operazione “Bagolino”, insieme con Antonino Bonura, reggente della “famiglia” di Alcamo) per intestare loro le quote della neo costituita Trasport scavi s.r.l.- dicono gli inquirenti – Quest’ultima, è stata istituita ad hoc per eseguire diverse opere di edilizia, sia privata, come il parco eolico di Alcamo e Partinico, realizzato grazie ai rapporti con l’imprenditore mafioso Angelo Salvatore, che pubblica,come i lavori relativi alla sistemazione della strada provinciale 47 Alcamo Castellammare del Golfo, godendo della protezione e dell’apporto favorevole dell’organizzazione mafiosa”.

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