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Mafia: omicidio Piersanti Mattarella, un mistero lungo 42 anni/Adnkronos (2)

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(Adnkronos) – Come ha ricostruito qualche anno fa Giovanni Grasso, il capo della Comunicazione del Presidente della Repubblica, nel libro “Piersanti Mattarella. Da solo contro la mafia” (San Paolo editore) gli assassini utilizzarono due targhe. Il giorno prima, avevano rubato la 127 con la targa “PA 536623”. Poi, avevano asportato da una Fiat 124 la targa “PA 540916”. E costruirono una nuova sequenza, con i numeri che avevano a disposizione: “PA 546623”, che è rimasta sull’auto abbandonata dopo l’omicidio. Secondo gli esami tecnici lo spezzone di targa “563091” è “unico e originale dell’epoca”. Ma i magistrati continuano ad indagare nella stessa direzione del giudice Falcone più di 30 anni fa. Pochi mesi fa la Commissione nazionale antimafia ha desecretato il resoconto stenografico della seduta del 22 giugno 1990 sull’omicidio dell’ex presidente della regione Sicilia Piersanti Mattarella. Durante l’audizione furono sentiti alcuni magistrati palermitani tra cui Giovanni Falcone, allora procuratore aggiunto della Repubblica di Palermo e il giudice istruttore Leonardo Guarnotta.

Nelle 117 pagine del verbale il giudice Falcone aveva parlato di più di un mandante dietro l’omicidio del Presidente della Regione Siciliana. Ecco cosa disse Falcone: “Ci sono tutta una serie di riscontri che per brevità ometto, e che ci hanno portato a dover valutare il fatto che queste risultanze probatorie fossero conciliabili con una matrice e quindi con dei mandanti sicuramente all’interno della mafia, oltreché ad altri mandanti evidentemente esterni”. Aveva anche aggiunto che l’omicidio Mattarella rientrava in una catena di “omicidi eccellenti” che legavano l’omicidio di Michele Reina, Dalla Chiesa e Pio La Torre. Anche se “per quanto riguarda l’omicidio dalla Chiesa, si tratta di una faccenda che mi sembra abbastanza diversa. Non c’è dubbio che vi è una generica volontà alle spalle di togliere di mezzo qualsiasi personaggio scomodo, e dalla Chiesa lo era certamente per la mafia: l’abbiamo ampiamente scritto nell’ordinanza di rinvio a giudizio e vi sono state delle condanne in proposito. Quindi, tutto sommato, qualche omicidio eccellente l’abbiamo scoperto. Tuttavia, non credo che abbia una sua causale che si inserisca in un disegno preesistente e che abbia come punto di riferimento il quadro politico mafioso locale. Questo è il motivo per cui preferirei non trattare unitariamente l’omicidio dalla Chiesa insieme ad altri omicidi politici precedenti”.

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