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**Mafia: moglie Dell’Utri, ‘per noi finisce un incubo, a Palermo esiste giudice’/Adnkronos**

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Palermo, 25 set. (Adnkronos) – “A Palermo esiste un giudice. Che si chiama Angelo Pellino. Chapeau nei suoi confronti. Spero che questa sentenza segni un punto di partenza per la costruzione di uno Stato di diritto vero. Speriamo che si vada avanti nel modo giusto. Per noi finisce un incubo”. A parlare, in una intervista all’Adnkronos, è Miranda Ratti, la moglie di Marcello Dell’Utri, l’ex senatore assolto “perché il fatto non sussiste” nel processo d’appello sulla trattativa tra Stato e mafia. Dell’Utri era accusato di minaccia a corpo politico dello Stato. Un’assoluzione netta per l’ex politico che ha ormai finito di scontare una pena a sette anni di carcere per concorso estero in associazione mafiosa. Per i giudici della Corte d’assise d’appello di Palermo Dell’Utri non avrebbe fatto da “cinghia di trasmissione”, come scrissero i giudici di primo grado che lo condannarono a 12 anni, della seconda trattativa messa in campo dai padrini di Cosa nostra nei confronti del governo Berlusconi, che si insediò nel 1994.

“Questa è la nostra vittoria – dice ancora la signora Miranda – io che non credo nella magistratura, e mi riferisco ad esempio, al caso Palamara alla loggia Ungheria, posso dire oggi che c’è un giudice a Palermo”. E ricorda questi ultimi anni, dopo la condanna definitiva, il carcere, la malattia, il processo trattativa. “Un prezzo altissimo che abbiamo pagato tutti in famiglia, anche i ragazzi – dice ancora – c’era sempre questo ‘marchio’ della mafia. Quando c’era gente che veniva a vedere la casa diceva: ‘Ah, ma questa è la casa di un mafioso”. E io rispondevo: ‘Si accomodi prego’. Soprattutto all’estero la gente non conosce le dinamiche politiche di uno Stato. E, alla fine, quello che scrive un giornale diventa verità”.

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