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Mafia: memoriale Mori e De Donno, ‘infondata l’informazione di Report, ecco perché’ (3)

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(Adnkronos) – E ancora: “I giudici della Corte di Appello di Palermo che ha assolto Calogero Mannino – ripercorrendo le dichiarazioni di Liliana Ferraro, Claudio Martelli, Fernanda Contri e Luciano Violante – relative ai contatti tra Mori, De Donno e Vito Ciancimino, hanno scritto che quella dei due ufficiali del ROS era “un’operazione che non aveva alcun motivo, allora, non solo di destare alcun sospetto o retropensiero di illiceità penale in chi le riceveva … ma neppure … di destare sospetti di qualsivoglia anomalia operativa, viepiù tenuto conto del normale svolgimento, da parte del R.O.S. di operazioni ardite mediante infiltrazione sotto copertura”, ricordando ancora la sentenza Corte di Appello di Palermo.

“Nella stessa sentenza passata in giudicato la Corte di Appello ha aggiunto che quello era, infatti, un momento “di grave destabilizzazione delle istituzioni democratiche, attraverso due stragi che avevano colpito i giudici Falcone, Borsellino, Morvillo e le loro scorte a distanza di meno di due mesi l’una dall’altra, e in cui tutte le forze speciali di polizia, civili e militari, erano chiamate alla cattura dei responsabili per fermare tale mattanza” (p. 714) e ciò, secondo quei giudici, valeva a maggior ragioneper il ROS “sol che si pensi che Mori e De Donno erano gli stessi che avevano lavorato in un rapporto di esclusiva fiduciarietà coi Giudici Falcone e Borsellino fino alla loro morte, i quali tenevano con loro rapporti secretati persino ai magistrati loro colleghi d’ufficio e che avevano, dunque, specifiche ragioni affettive di voler proseguire quella attività avviata per la sconfitta di “cosa nostra”, ricordano i due avvocati di Mori e De Donno.

“La Corte di Appello ha, quindi, ritenuto che quei contatti con Vito Ciancimino fossero nient’altro che una “attività info-investigativa” (p. 756) finalizzata a “creare un rapporto fiduciario con costui per trasformarlo in confidente/infiltrato prima, e … collaboratore poi, sempre all’unico fine della cattura dei latitanti e della cessazione delle stragi” (p. 616). Anche tale sentenza è irrevocabile dall’11 dicembre 2020”, concludono i legali.

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