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Mafia: ecco il dossier Ros mafia-appalti, ‘trama occulta intrecci imprenditori avidi’/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – “Occorre sottolineare anche che l’espansione delle attività di Cosa Nostra al di fuori dell’ isola non si configuri più come un’ipotesi da discutere in sede di analisi o dibattiti, ma appaia qui come una realtà documentata”, scriveva il Ros. “Tutto questo, a parte ogni altra considerazione, offende ed umilia quanti fanno dell’onestà il loro abito quotidiano, estranei e moralmente lontani da questo odioso mondo del malaffare – scriveva il Ros ancora nella informativa -Infine per coloro i quali sono impegnati a garantire il rispetto della legge, vedere come buona parte degli individui mafiosi, oggetto della presente informativa, siano tuttora di attualità, e per alcuni anche con una qualificazione criminale accentuata, dopo decine di anni di defatiganti attività investigative, appare mortificante e doloroso, considerati i sacrifici ed i lutti che nelle file di magistratura e forze di polizia, nello stesso lasso di tempo, si sono verificati”.

Durante la requisitoria del processo d’appello sulla trattativa tra Stato e mafia la Procura generale, rappresentata da Giuseppe Fici e Sergio Barbiera, l’accusa disse che “c’erano due dossier su mafia e appalti” dei Carabinieri del Ros, tra il 1991 e il 1992, e che “nella prima informativa erano stati omessi i nomi dei politici, potenti, dall’allora ministro Calogero Mannino e Salvo Lima” che poi sono apparsi solo un anno e mezzo dopo. il 20 febbraio del 1991 a Giovanni Falcone” e una seconda, “con i nomi dei politici, 19 mesi dopo, il 5 settembre del 1992”, cioè solo dopo le stragi mafiose. “Nella informativa ‘mafia-appalti’ consegnata nelle mani di Falcone il 20 febbraio 1991 non erano inseriti i nomi dei cosiddetti politici di peso, tra questi quelli di Calogero Mannino ma neppure di Salvo Lima” che poi venne ucciso nel marzo del 1992 “per quanto dalle intercettazioni, tra cui quelle a Mannino e Lima, risultavano coinvolti nei fatti accertati”, disse l’accusa nel corso della discussione davanti al Presidente Angelo Pellino, che lunedì scorso ha assolto gli ufficiali dei Carabinieri imputati di minacce a corpo politico dello Stato.

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