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Mafia: difesa Lombardo, ‘capo imputazione mostruoso, non c’è prova del patto’/Adnkronos (3)

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(Adnkronos) – Lombardo venne condannato a due anni, pena sospesa, per corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Una sentenza che aveva riformato la decisione di primo grado, col rito abbreviato, di condanna a sei anni e otto mesi, emessa il 19 febbraio 2014 del Gup Marina Rizza. In una delle scorse udienze, rendendo dichiarazioni spontanee, davanti alla seconda sezione penale della Corte d’appello di Catania, presieduta da Rosa Anna Castagnola, l’ex Presidente della Regione siciliana, aveva ribadito con forza le azioni politiche intraprese che hanno “fortemente contrastato Cosa nostra”. “In questo processo il mendacio è clamoroso, è inquietante che alcuni testi siano ancora valorizzati dall’accusa. Perché questa accusa ha l’esigenza di valorizzare questi testimoni?”, dice con forza l’avvocata Maria Licata proseguendo la discussione nel processo d’appello. E cita alcuni collaboratori di giustizia, come Francesco Ercole Iacona. “E’ davvero preoccupante che possa essere stato usato in un processo una siffatta fonte dichiarativa”, dice Licata. Ma cosa aveva detto Francesco Ercole Iacona in aula? “Maurizio La Rosa mi disse che ad Agrigento potevamo appoggiare il presidente della Regione Raffaele Lombardo dando il voto a Enzo Cirignotta, candidato a Gela, e a suo cognato, tale Pepe o Pepi, non ricordo. Ciccio La Rocca lo teneva in mano sua, a Lombardo, lo “giostrava””. Per la difesa sono dichiarazioni “non veritiere”. E parla di prove dichiarative “inconsistenti”. Poi ricorda le elezioni a Presidente della Regione siciliana. “Nel gennaio 2008 Cuffaro si dimette e il 13 aprile 2008 si andrà al voto – spiega – all’interno del centrodestra si inizia a discutere delle candidature. Il 23 febbraio 2008 Lombardo diventa il candidato ufficiale della coalizione di centrodestra. L’apertura della campagna elettorale è del 24 febbraio 2008″. E dice: Voglio ricordare che secondo i sondaggi, come quello di Demopolis che ho recuperato, danno il centrodestra al 64 per cento. Dunque, non era una battaglia combattuta. L’esito della competizione elettorale era alquanto scontata. Un candidato che parte dal 64 per cento, secondo i sondaggi, avverte davvero l’esigenza di rivolgersi alla consorteria criminale per avere un aiuto? No”.

E ancora sul pentito-massone Tuzzolino: “Il signor Tuzzolino è un falsificatore, e in questo processo ha raccontato fatti disancorati sul piano storico. E’ stato smentito da tutti i testi in aula. Un soggetto incredibile, bipolare, che ha spedito la Dda di Agrigento persino a New York per cercare il latitante Messina Denaro. E gli inquirenti, che in un primo momento gli danno credito. Ero convinta che la Procura generale non facesse alcun riferimento a Tuzzolino, invece è accaduto. Ho fatto un salto sulla sedia quando ho letto le sue dichiarazioni”. “Auspico che la Procura generale si attivi per i danni commessi da Tuzzolino nei confronti dell’amministrazione giudiziaria”, dice la legale. Il collaboratore di giustizia ha dichiarato che massoneria e Cosa Nostra avrebbero sostenuto l’ex Presidente della Regione Siciliana. Per l’architetto agrigentino, Lombardo sarebbe stato “in contatto con esponenti della criminalità organizzata siciliana, dagli stiddari di Agrigento alla famiglia catanese di cosa nostra, passando per quella calatina”. Tuzzolino ha sostenuto inoltre che gli incontri avuti con Raffaele Lombardo sarebbero avvenuti quando lui era già insediato alla presidenza della Regione. Tuzzolino era stato smentito in aula da diversi testi, tra cui l’architetto Calogero Baldo, ex suocero di Tuzzolino, e l’ingegner Giovanni Romiti della Politecnica srl. Ma anche dall’ex segretaria generale della Regione siciliana Patrizia Monterosso.

La difesa concluderà le arringhe difensive nella prossima udienza, che si terrà il 17 maggio. Poi spazio alle repliche il 13 luglio e a metà settembre potrebbe essere emessa la sentenza. L’ennesima.

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