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M5S: Di Battista, Pd mise veto su di me, dentro se con Boschi ma rifiutai

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Roma, 13 mag. (Adnkronos) – “Quando ho cercato di oppormi al governo con il Pd sono stato descritto come nostalgico di Salvini, sebbene fossi stato io l’esponente del Movimento a essersi scontrato di più con lui durante il Conte I. Di certo, nonostante fossi scettico, nonostante avessi già in programma una serie di progetti tra cui un documentario da girare in Persia, nonostante sapessi che la cosa avrebbe pregiudicato la mia credibilità, ho comunque dato disponibilità a entrare nel governo. ‘Questa volta ci dovrai stare anche tu’, mi disse Luigi Di Maio e io accettai. Lo feci esclusivamente pensando al bene del Movimento”. Lo racconta Alessandro Di Battista, nel suo nuovo libro ‘Contro’ -edito da PaperFirst e in uscita domani, letto dall’Adnkronos in anteprima- tornando in alcune pagine alla nascita del Conte bis.

“Stefano Patuanelli, che stava trattando per conto di Luigi Di Maio la composizione del governo – scrive l’ex deputato M5S – mi chiamò uno di quei giorni e mi disse: ‘Il Pd ha posto un veto su di te’. Al che risposi che lo prendevo come un attestato di stima. Lui sorrise, dicendomi che il modo di sbloccare la situazione c’era. Era far entrare la Boschi nel governo. ‘Quelli del Pd hanno detto che tu li hai attaccati troppo, quindi se entri tu deve entrare anche la Boschi’. Io non ci pensai un istante. Non pensai a mia madre e alla sua probabile delusione. Non pensai alla mia famiglia, alla scuola di Andrea. Pensai al Movimento e dissi a Patuanelli che già avevo mille dubbi sul governo con il Pd, se poi avessimo anche permesso il rientro nel Consiglio dei ministri della Boschi, sarebbe stato un dramma”.

Segue una lunga serie di accuse contro l’esponente di Iv e fedelissima di Matteo Renzi. “Come avrei potuto permetterle di tornare ministro? – scrive Di Battista – Dissi a Stefano quel che pensavo e che penso tuttora. ‘Chi ha il 33 per cento non può accettare veti da chi ha preso il 18 per cento. Ad ogni modo, se per far entrare me dobbiamo accettare la Boschi, meglio star fuori entrambi’. Stefano mi disse che lo capiva e che mi avrebbe fatto sapere”.

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