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M5S: Di Battista, Pd mise veto su di me, dentro se con Boschi ma rifiutai (2)

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(Adnkronos) – “Verso mezzanotte mi scrisse Luigi, dicendomi che sul mio nome c’erano stati problemi ma che avrebbe fatto un ultimo tentativo. Io sapevo che la partita era ormai chiusa. Mi disse che Patuanelli gli aveva raccontato quel che ci eravamo detti. Concluse la conversazione su WhatsApp scrivendo che le mie parole mi facevano onore. L’indomani seppi dal presidente del Consiglio, ascoltandolo in tv come tutti i cittadini italiani, la composizione del governo. Come previsto, non ne facevo parte”, racconta Di Battista.

“Ci rimasi male – ammette- . Pensai che se davvero il Movimento mi avesse voluto, ogni veto da parte del pd sarebbe stato superato. Comunque, non ebbi molto tempo per amareggiarmi e non lo ebbe neppure mia madre, colei che più di ogni altro mi avrebbe voluto vedere ministro. Si ammalò una settimana dopo il giuramento del governo Conte bis”, racconta Di Battista.

In procinto di ripartire, stavolta direzione Persia, l’ex deputato M5S è costretto a rivoluzionare di nuovo i suoi piani. “Il cancro colpì mia mamma e passai dal cercare informazioni sulla Persia a quelle sul colangiocarcinoma, un tumore molto aggressivo di cui non avevo mai sentito parlare. Chiamai gli oncologi di mezza Italia, mandai le analisi di mia madre alle migliori strutture del Paese, ma la risposta era sempre la stessa: non c’è nulla da fare. Nei giorni dell’esplosione della malattia le ho detto tante cose, le ho tenuto per ore la mano in ospedale. Io e mia sorella, quando i medici ci hanno permesso di riportarla a casa, le siamo stati vicini notte e giorno. Oggi mi piacerebbe rimetterle in mano i miei guai, chiederle un sostegno o, magari, mostrarle i miei occhi. A lei bastava guardarli per capire tutto”.

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