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Letteratura: è morto Anthony Thwaite, il poeta dai toni dimessi

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Londra, 24 apr. – (Adnkronos) – Lo scrittore inglese Anthony Thwaite, poeta e critico che ha scosso la vita letteraria britannica del secondo dopoguerra con la sua scelta di una linea intima e privata, è morto all’età di 90 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia alla stampa londinese. Era nato a Chester il 23 giugno 1930 ed ha insegnato letteratura inglese in Gran Bretagna e all’estero (Giappone, Libia, Usa) ed è stato redattore e collaboratore di vari periodici letterari, come “The Listener”, “The New Statesman” e “The Times Literary Supplement”. Nel 1990 era stato insignito dalla regina Elisabetta del titolo di cavaliere dell’Ordine dell’Impero britannico.

La sua poesia fin dagli esordi si era ispirata alla vita urbana ed era scritta con il tono dimesso tipico dei poeti del Movement, cui Thwaite aveva aderito. The Movement era il nome con cui in un articolo dello “Spectator” (1954) fu designato un indirizzo letterario rappresentato da alcuni autori inglesi degli anni ’50 che reagirono alla poesia politicamente o filosoficamente impegnata degli anni ’30, al neoromanticismo del dopoguerra e alla poesia metaforica di Dylan Thomas. In questo ambito Thwaite fu vicino in particolare a Philip Larkin, di cui fu curatore di antologie e dopo la sua scomparsa nel 1985 esecutore testamentario.

Nel corso degli anni ’70 la poesia di Thwaite ha variato la propria tematica e ha acquisito con il tempo un efficace stile didattico e impersonale. Tra le sue raccolte: “Home truths” (1957); “The owl in the tree” (1963); “The stones of emptiness” (1967); “Inscriptions” (1973); “A portion for foxes” (1977); “Victorian voices” (1980); “Letter from Tokyo” (1987); “The dust of the world” (1994); “A different country: new poems” (2000); “A move in the weather” (2003). Autore di saggi (“Contemporary English poetry: an introduction” 1959; “Twentieth century English poetry”, 1978), ha scritto anche un libro sulla Libia (“The deserts of hesperides”, 1969), frutto di un suo lungo soggiorno, e curato antologie di poesia (“Six centuries of verse”, 1984; “Collected poems of Philip Larkin”, 1988). Tra le sue opere più recenti si segnalano “A move in the weather: poems 1994-2002” (2003), “Collected poems” (2007) e “Going out” (2015).

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