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Lavoro: AlmaLaurea, con dottorato ricerca e master tasso occupazione schizza all’89% (3)

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(Adnkronos) – Scende invece al 27% la percentuale di dottori di ricerca che svolge un’attività sostenuta da assegno di ricerca, appena l’8,6% può contare su una borsa di studio mentre il 19,1% dichiara di essere stato assunto con un contratto non standard, e per la quasi totalità si tratta di contratti alle dipendenze a tempo determinato. Sono infine “residuali” secondo gli analisti di AlmaLaurea “le altre forme di lavoro” visto che il 2,3% ha un contratto parasubordinato, il 2% è collocato in altre forme di lavoro autonomo e in particolare si tratta di collaborazioni occasionali, l’1,3% ha un contratto di tipo formativo, mentre il restante 0,4% lavora senza alcuna regolamentazione contrattuale.

Suddivisi in cinque aree disciplinari, il Rapporto AlmaLaurea 2020 ha verificato che il 26,8% dei dottori di ricerca fa parte dell’area delle scienze della vita; il 20,8% è ad ingegneria; il 19,8% scienze umane; il 18,8% fa parte dell’area delle scienze di base. Si scende al 13,8% dei dottori di ricerca economisti o dell’area scienze giuridiche e sociali, emerge infine che appena l’8,5% dei dottori di ricerca ha ottenuto un titolo congiunto (joint degree) o un titolo doppio/multiplo (double/multiple degree) con forti differenze per area disciplinare: dal 4,1% di scienze della vita al 14,8% di scienze umane.

Ancora distante, infine, la sinergia fra il mondo accademico e quello imprenditoriale: solo il 5% dei dottori ha svolto un dottorato in collaborazione con le imprese (dottorato industriale/dottorato in alto apprendistato). Questa forma di dottorato è più diffusa nell’area ingegneria (12,7%), mentre è rara tra i dottori nelle scienze umane e nelle scienze economiche, giuridiche e sociali (rispettivamente 1,6% e 1,2%).

(di Andreana d’Aquino)-

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