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Iran, nuova proposta agli Usa. Trump: “Non accettabile ma parliamo”. Piano Usa per liberare le navi a Hormuz

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(Adnkronos) –
L'Iran propone un nuovo accordo, Donald Trump per ora dice 'no' ma tiene aperto il dialogo. Il piano di Teheran per porre fine alla guerra, dice il presidente americano, è "inaccettabile". I canali rimangono aperti e il numero 1 della Casa Bianca fissa un obiettivo immediato: 'liberare' le navi bloccate da settimane nello Stretto di Hormuz, da un lato paralizzato dall'Iran e dall'altra sigillato dal blocco navale degli Usa. "Paesi di tutto il mondo, quasi tutti estranei alla disputa mediorientale in corso, così palesemente e violentemente sotto gli occhi di tutti, hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi, bloccate nello Stretto di Hormuz, in una situazione che non li riguarda minimamente: sono semplicemente spettatori neutrali e innocenti. Per il bene dell'Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che condurremo le loro navi fuori da queste acque", comunica Trump sul social Truth annunciando che "questa operazione, denominata Progetto Libertà, inizierà lunedì mattina".  "Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l'Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti. Lo spostamento delle navi ha il solo scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno commesso alcun illecito: sono vittime delle circostanze", prosegue il presidente. "Si tratta di un gesto umanitario da parte degli Stati Uniti, dei Paesi del Medio Oriente, ma soprattutto dell'Iran. Molte di queste navi stanno esaurendo le scorte di cibo e di tutto il necessario per permettere ai numerosi equipaggi di rimanere a bordo in condizioni sanitarie idonee. Credo che questo gesto rappresenterebbe un grande segno di buona volontà da parte di tutti coloro che hanno lottato così strenuamente negli ultimi mesi. Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario dovesse essere ostacolato, tale interferenza dovrà purtroppo essere contrastata con fermezza", conclude aprendo una potenziale fase di distensione che potrebbe favorire un'intesa più ampia.  
L'ultima base di discussione è rappresentata dal documento in 14 punti prodotto da Teheran e consegnato agli Stati Uniti con la mediazione del Pakistan. Il piano – come evidenzi Al Jazeera – include tra le principali condizioni, le garanzie di non aggressione da parte degli Stati Uniti e la revoca del blocco navale nello Stretto di Hormuz, promettendo in cambio un graduale 'semaforo verde' da parte dei pasdaran alla navigazione commerciale. È inoltre prevista la creazione di un 'nuovo meccanismo' per la gestione del passaggio strategico, insieme alla fine del conflitto tra Israele ed Hezbollah in Libano e allo sblocco dei fondi iraniani congelati. La proposta prevede anche la cessazione della guerra entro 30 giorni. Quale sarebbe, quindi, la reale novità? L'Iran, sottolinea e Al Arabiya, avrebbe ridotto alcune delle sue condizioni preliminari e accettato di includere il proprio programma nucleare nei negoziati. Non si chiede più il ritiro dei soldati americani dalla regione ma uno 'stop al rafforzamento' della presenza a stelle e strisce. La Repubblica islamica sarebbe pronta a congelare il programma di arricchimento dell'uranio per 15 anni e di porre successivamente il tetto del 3,6%, molto al di sotto della soglia necessaria per l'impiego in ambito bellico.  Nel frattempo, si procederebbe a una graduale riduzione delle attuali scorte di materiale già arricchito. L'Iran dispone di circa 440 chili di uranio arricchito al 60%: per arrivare al 90%, il livello che consentirebbe di produrre armi nucleari, in teoria servono pochi step relativamente semplici. Come accade sistematicamente da 2 mesi a questa parte, non c'è corrispondenza tra le manovre diplomatiche e le dichiarazioni pubbliche. L'Iran, attraverso il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baghaei, smentisce di aver inserito la questione nucleare nella proposta di accordo. E fa sapere che gli Stati Uniti, al netto delle dichiarazioni perentorie di Trump, hanno inviato una risposta formale. Se Teheran ammorbidisce la propria posizione dietro le quinte, attraverso media e social continua a inviare messaggi duri a Trump. "Gli Stati Uniti sono gli unici pirati al mondo a possedere portaerei. La nostra capacità di affrontare i pirati non è inferiore alla nostra capacità di affondare navi da guerra. Preparatevi ad affrontare un cimitero delle vostre portaerei e delle vostre forze, proprio come i resti dei vostri aerei sono stati lasciati a Isfahan", incalza Mohsen Rezaei, consigliere della Guida Suprema Mojtaba Khamenei. 
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