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Imprese: Bracco, ‘per crescere fondamentali R&I, internazionalizzazione e le persone’

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Milano, 28 set.(Adnkronos) – “Abbiamo sempre investito con costanza e coraggio, anche nei momenti difficili, su ricerca e innovazione, con l’obiettivo di migliorare la vita delle persone attraverso prevenzione d’avanguardia e diagnostica di precisione. Il vero driver di crescita del Gruppo Bracco è sempre stato questo”. Così Diana Bracco, presidente e amministratore delegato del Gruppo Bracco, in occasione dell’annuale evento dedicato alle ‘Top italian companies’, alla Fondazione Corriere della Sera, a Milano.

“Dalla decisione visionaria di mio padre Fulvio, di puntare sin dal Dopoguerra sui mezzi di contrasto quando erano ancora pochissimo diffusi, fino al finire degli anni ’70, quando il nostro Prof. Ernst Felder, capo della ricerca, portò a termine lo sviluppo di una molecola particolarmente innovativa per le procedure diagnostiche in ambito RaggiX/Tac con contrasto: lo Iopamidolo, ancora oggi ritenuto un ‘gold standard’, in soli 4 anni dal lancio, il fatturato di Bracco passò dai 40 milioni di euro del 1981 ai circa 200 milioni del 1987”, spiega. Poi, “per soddisfare la crescente domanda del mercato, nel 1987 inaugurammo un nuovo impianto chimico-farmaceutico a Ceriano Laghetto, con una capacità produttiva di circa 300 tonnellate anno di API. Il nostro portafoglio prodotti si è costantemente ampliato in tutti i campi e le modalità dell’imaging diagnostico. L’ultimo importante investimento che abbiamo fatto nel 2019 nel campo della medicina di precisione è stata l’acquisizione della società Blue Earth Diagnostics, che ha in commercio il prodotto Axumin utilizzato in ambito Pet per la diagnosi precoce delle recidive del tumore alla prostata. E oggi i prodotti Bracco vengono utilizzati in più del 33% delle procedure con imaging con contrasto per RaggiX/Tac effettuate su scala mondiale”.

La chiave per la crescita è stata dunque l’innovazione, insieme a una buona dose di internazionalizzazione: “Abbiamo l’89% del fatturato realizzato sui mercati esteri e siamo presenti in 100 Paesi, ma non avremmo potuto conquistare i mercati di tutto il mondo senza prodotti innovativi, frutto di una attività di ricerca che costituisce il vero fil rouge dei nostri 95 anni di storia aziendale”, commenta Bracco. Un modello al quale anche le imprese più piccole potrebbero ispirarsi: “Ricerca, internazionalizzazione, che non vuol dire solo export, ma anche produzione, presenza diretta nei Paesi e grandi investimenti”. Ma c’è anche un terzo driver molto importante: “Le persone, su cui non bisogna mai smettere di credere e di investire. I nostri straordinari collaboratori -sottolinea l’imprenditrice- hanno contribuito ai risultati raggiunti da quattro generazioni della famiglia e del Gruppo Bracco. Le imprese sono luoghi vivi, delle vere comunità di donne e uomini. Una sintesi straordinaria tra l’ingegno creativo, l’idea progettuale, il ‘fare’ e il ‘saper fare bene’ con passione”. Questa, conclude, è “l’anima delle imprese, soprattutto familiari, in cui ogni generazione dà un suo originale contributo”.