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Impresa: nasce la business community ‘Palermo Mediterranea’, ‘Uniti per lo sviluppo della città’ (2)

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(Adnkronos) – Tra le cose di cui Palermo Mediterranea sta discutendo c’è la “necessità di creare un green city manager”. “Molte delle grandi città stanno cominciando a dotarsi di figure manageriali, ed è una delle proposte che stiamo cominciando a fare”, spiegano. “La nostra idea è un cambio radicale del linguaggio – avverte Marco Giammona – Per vincere sfide dobbiamo cambiare i nostri modelli di governance, vogliamo portare nella nostra città ciò che accade fuori e farne una sintesi”. Quale sarà la prima cosa che farà Palermo Mediterranea? “Bisogna insistere sulla comunicazione, su come comunicare Palermo. Nessuno di noi si può permettere di trovarsi nel 2022 impreparato”. E poi ribadiscono all’unisono: “Nessuno di noi si vuole candidare, il nostro non è un soggetto politico ma sarà una traiettoria che durerà nel tempo. Prestarsi ai cicli politici non rientra nei nostri obiettivi”. E Giammona avverte: “Non solo nessuno di noi si candida ma l’eventuale candidatura ne determina la sospensione”. Le anime dentro Palermo Mediterranea sono completamente diverse l’una dalle altre. “La pluralità dei pensieri è una delle regole”, dicono.

“Un’associazione che non rappresenta un interesse specifico ma noi vogliamo semplicemente stimolare la produzione e lo sviluppo della sana impresa. E la politica non ci appartiene, saremo a supporto, questo sì”. “Le nostre iniziative dialogano sempre con il soggetto pubblico – dice Marco Giammona – ma dall’esterno”. L’associazione si autofinanzia. “I membri del board sono i primi sostenitori economici dell’associazione”, spiegano.

Ma cosa pensa la business community su alcuni progetti approvati per la città? Uno tra tutti il tram. “Palermo Mediterranea non commenta progetti già approvati ma quelli futuri”, dicono. “Abbiamo codificato tre dimensioni – dice Dario – lo sviluppo imprenditoriale, la coesione sociale e la transizione ecologica”. “Per quanto riguarda lo sviluppo imprenditoriale pensiamo che sia fondamentale snellire l’iter burocratico, strutturare in modo diverso il modo di comunicare e noi vogliamo essere innescatori di questi processi”, dice. Sulla coesione sociale “già abbiamo fatto fatica a ricucire il dramma economico del 2008, ma la pandemia ha riaperto la voragine e i dati Svimez sono davvero allarmanti, non solo per i posti di lavoro persi ma per i dati legati alle proiezioni di crescita. Dati semplicemente terribili. E noi vogliamo mettere al servizio le competenze manageriali per innescare nuove idee di sviluppo”. Infine sulla transizione ecologica: “Non esiste sviluppo imprenditoriale se non si parla di transizione ecologica. La questione energetica su Palermo è drammatica, con il mare, il sole e il vento Palermo potrebbe fare piani trentennali per raggiungere standard europei. La questione energetica è fondamentale”. Come non parlare anche del ciclo dei rifiuti. “Non è solo una questione relativa a Palermo, sono dimensioni problematiche che toccano tutte le territorialità – dicono – Lo sforzo che andremo a vincere solo se saremo capaci di costruire le alleanze necessarie”.

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