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Immobili: l’investitore Rosati, ‘case vacanza estive? Introvabili e sempre più care’

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Roma, 27 apr. (Adnkronos/Labitalia) – Che si tratti di mare, montagna o campagna, poco importa: la casa vacanza si riconferma l’oggetto del desiderio anche nel 2022. Eletta come la tipologia di alloggio preferita in assoluto dagli italiani in seguito alla pandemia, il trend di abitazioni private, ville e appartamenti, in affitto sembra ormai essersi consolidato. E’u quanto attestato dall’Osservatorio nazionale immobiliare turistico di Fimaa e Nomisma. Parallelamente all’aumento di domanda turistica verso le case vacanza, sempre più care e difficili da trovare, cresce anche l’interesse in ottica di investimento.

Secondo l’investitore professionista Cesare Rosati, fondatore della IoInvesto academy che eroga formazione sugli investimenti immobiliari, “il boom di locazioni e compravendite di seconde case, che oggi in Italia rappresenta quasi il 10% sul totale, dimostra come il trend sia tutt’altro che passeggero. I turisti continuano a preferire l’affitto di una casa vacanza, non soltanto per una questione economica e di maggiore privacy, ma anche in un’ottica di sicurezza sanitaria. Con il proseguimento della pandemia, infatti, è logico vedere in una casa tutta per sé la miglior soluzione possibile per garantirsi relax e abbattere notevolmente il fattore rischio legato al Covid”.

“Nei periodi più bui della pandemia – spiega – con gli hotel chiusi e un distanziamento sociale maggiore rispetto ad oggi, è stato possibile andare in vacanza solamente all’interno di immobili in affitto. Questa mentalità è rimasta e piace, perché consente di vivere la propria villeggiatura in modo nuovo”.

L’acquisto di unità abitative destinate all’affitto è a tutti gli effetti una costante importante nel panorama immobiliare italiano, soprattutto in risposta al ristagno di mercato sperimentato da maggio 2020. “Questo investimento – prosegue Rosati – offre grandi potenzialità purché venga approcciato nel modo giusto. Oggi in particolare le persone si riaffacciano sull’acquisto di seconde case a causa della difficoltà di trovarle in affitto, ma anche per farle fruttare durante la bassa stagione. Innanzitutto è sempre consigliabile comprare in località dove si vive durante tutto l’arco dell’anno e ci sono fiere, eventi e realtà commerciali”.

“Il secondo aspetto da considerare – osserva – nell’acquisto di un immobile da adibire a uso turistico è sicuramente la posizione, che dev’essere attraente e di richiamo, in modo da garantire un tasso di occupazione prossimo al 100%, se si lavora soltanto in alta stagione. Comprare in zone con forte richiesta di affitto, durante tutto l’anno, consente poi di soddisfare i due requisiti principali di una casa vacanza: garantire al proprietario una domanda costante, ma con permanenze limitate nel tempo da parte degli affittuari”.

“Volendo fare un esempio pratico,- prosegue Rosati – un immobile acquistato a 200.000 euronel libero mercato, può generare una rendita del 8-9% su base annua. I margini di guadagno possono poi crescere al 16-20% se si conoscono altre strategie di acquisto di immobili a sconto, come saldo e stralcio o aste. È poi possibile affidare la gestione di check in e check out degli ospiti ad agenzie o società, alle quali riconoscere il 30% del guadagno dell’affitto, che ci permetterà comunque di coprire il costo dell’inflazione”.

In ottica investimento, l’acquisto di una casa vacanza può infatti diventare un importante strumento di protezione contro l’inflazione, vicina al +7% su base annua. “Comprare una seconda casa – sottolinea Rosati – non è interessante come short rate perché eccessivamente vincolante, ma sul lungo periodo può avere anche più senso di una casa in città, soprattutto ora che i prezzi di questa tipologia di immobili salgono già da un anno, sospinti dalla forte richiesta di mercato. Alcune case vacanza, ormai, hanno valori e costi d’affitto superiori a quelli di alberghi blasonati”.

“Come strumento di garanzia contro l’inflazione – commenta – una seconda casa da affittare deve garantire una rendita annua che possa almeno coprire il tasso di quest’ultima”.

“Supponendo – afferma – un’inflazione annua del 5%, ad esempio, un investimento duraturo di questo tipo dovrebbe rendere almeno l’8-10%, così da garantire al proprietario un guadagno, che è poi l’obiettivo ultimo di un investimento immobiliare di successo”.

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