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Il dolore degli studenti del prof morto: “Gli saremo sempre grati”

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Canicattì (Agrigento), 13 dic. (Adnkronos) – (dall’inviata Elvira Terranova) – “Gli saremo per sempre immensamente grati”. Gli occhi sono lucidi. Le parole fanno fatica ad uscire. Oggi è la giornata del dolore al liceo ‘Ugo Foscolo’ di Canicattì, grosso centro dell’agrigentino, dove ha lavorato fino a tre anni fa il professor Pietro Carmina, una delle sette vittime dell’esplosione di Ravanusa. Per quarant’anni il docente ha insegnato filosofia. E oggi è stato ricordato a scuola con le sue stesse parole. Quelle scritte dal docente prima di andare in pensione. Lette dagli studenti, con fatica. Perché la tristezza ha presso spesso il sopravvento. “Usate le parole che vi ho insegnato per difendervi e per difendere chi quelle parole non le ha – aveva scritto il professore, parole lette oggi dagli studenti – non siate spettatori ma protagonisti della storia che vivete oggi: infilatevi dentro, sporcatevi le mani, mordetela la vita, non “adattatevi”, impegnatevi, non rinunciate mai a perseguire le vostre mete, anche le più ambiziose, caricatevi sulle spalle chi non ce la fa: voi non siete il futuro, siete il presente”.

Gli ex colleghi piangono e non nascondono la tristezza. Tutti ricordano la sua voglia di vivere, di insegnare, ma soprattutto il suo grande amore per la moglie. E in tanti ricordano le sue parole: “Ai miei ragazzi, di ieri e di oggi. Ho appena chiuso il registro di classe. Per l’ultima volta. In attesa che la campanella liberatoria li faccia sciamare verso le vacanze, mi ritrovo a guardare i ragazzi che ho davanti. E, come in un fantasioso caleidoscopio, dietro i loro volti ne scorgo altri, tantissimi, centinaia, tutti quelli che ho incrociato in questi ultimi miei 43 anni”.

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