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I libri, il matrimonio ‘politico’, l’addio: due anni fa moriva Michela Murgia

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(Adnkronos) – Due anni fa, il 10 agosto 2023, moriva Michela Murgia. Aveva 51 anni e un tumore renale al quarto stadio. Oggi la scrittrice continua a essere ricordata attraverso i suoi lavori. Solo due mesi fa Einaudi ha pubblicato 'Anna della pioggia', una scelta ragionata dei suoi racconti ritrovati, insieme ad alcuni più noti; mentre a settembre 'Tre ciotole', film tratto dall'omonimo libro di Michela Murgia, verrà presentato in anteprima mondiale al TIFF – Toronto International Film Festival.
 Nata a Cabras in provincia di Oristano, il 3 giugno del 1972, aveva fatto moltissimi lavori prima di diventare scrittrice. Era stata insegnante di religione, poi portiera di notte e venditrice di multiproprietà, consulente fiscale, dirigente in una centrale termoelettrica e impiegata nel mondo dei call center e del marketing telefonici. È proprio quest'ultimo contesto che decise di raccontare nel suo primo libro, intitolato 'Il mondo deve sapere', scritto sotto forma di diario e inizialmente pensato come blog, pubblicato nel 2006 con il sottotitolo 'romanzo tragicomico di una telefonista precaria'. Ne venne tratta la sceneggiatura del film 'Tutta la vita davanti' con Sabrina Ferilli, Isabella Ragonese, Elio Germano, Valerio Mastandrea e Massimo Ghini diretti nel 2008 da Paolo Virzì. Del 2009 è il suo libro più iconico, 'Accabadora', uscito per Einaudi e poi tradotto in diverse lingue. Il titolo evoca la figura sarda, arcaica o leggendaria, di colei che dà la morte alle persone in fin di vita per una sorta di pietosa proto-eutanasia; romanzo che le consegnò la vittoria ai prestigiosi premi letterari Campiello e Mondello. Del 2017 è il suo contributo per la pubblicazione di 'L'ho uccisa perché l'amavo: falso!' sul tema del femminicidio.  L'impegno pubblico partì invece dall'Azione Cattolica e proseguì prima con il sostegno ai movimenti indipendentisti sardi che la candidarono a presidente della Sardegna, ottenendo poco più del 10% dei consensi elettorali alle elezioni regionali del 2014; poi con la Sinistra e la lista formata da Si, Rifondazione comunista e l'Altra Europa che alle elezioni europee non raggiunse il 2% dei voti. Nei suoi ultimi mesi, grande attenzione venne data alla sua vita privata. Prima annunciò di essere stata colpita da un tumore giunto al quarto stadio e che aveva dunque una breve prospettiva di vita, poi rese pubblica la decisione presa di sposarsi 'in articulo mortis' in seconde nozze con il regista Lorenzo Terenzi, pur non credendo nel valore del matrimonio ma per garantire alla sua famiglia queer 'allargata' quel che lo Stato ancora non garantisce per legge, definendo le sue nozze "un atto politico". Non ha mai avuto figli naturali, ma quattro figli d'anima (fillus de anima in sardo), secondo un'espressione da lei usata nelle sue opere: Raphael Luis Truchet, Francesco Leone, Riccardo Turrisi e Alessandro Giammei. —[email protected] (Web Info)

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