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**Governo: Pagano (Cgil Lombardia), ‘rispettiamo decisioni, ma si faccia presto’**

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Milano, 21 lug. (Adnkronos) – “Noi come Cgil avevamo preso una posizione provando a richiamare tutti all’assunzione di responsabilità per non far mancare al Paese una guida in una situazione particolarmente difficile come quella che stiamo vivendo, pur sapendo che i nostri rapporti con il governo Draghi non sono stati mai né semplici, né facili. Le cose sono andate diversamente e rispettiamo le decisioni del presidente Mattarella, che avrà sicuramente valutato la situazione e avrà visto quello delle elezioni come unico percorso possibile nel quadro che si è creato. Ma occorre fare presto, perché la vita va avanti e le persone, i lavoratori, le famiglie devono avere delle risposte. Subito”. Lo dice Alessandro Pagano, Segretario generale della Cgil Lombardia che con l’Adnkronos commenta la caduta del governo Draghi.

“Ovviamente -osserva Pagano- abbiamo compreso la necessità di accelerare questo passaggio in modo di poter dotare il Paese di un governo in forza e con poteri per poter portare a termine tutti gli appuntamenti chi si affastellavano da qui fino alla fine dell’anno. Rimane però il fatto che noi avevamo aperto un confronto, con Draghi ci eravamo riusciti, dopo mesi e mesi di silenzio; ci siamo incontrati il 12 luglio scorso con un’intesa per un successivo incontro a fine luglio, prima dell’emanazione dei nuovi decreti di sostegno”. In ballo c’erano molte cose importanti: “la redistribuzione di risorse a difesa dei redditi sotto l’attacco dell’inflazione, ad esempio. Poi avevamo chiesto anche una strutturalità per consentire alle persone di mettersi in tasca subito qualche euro in più per far fronte agli aumenti, ma soprattutto puntavamo a una riforma fiscale orientata alla restituzione del cuneo fiscale in direzione dei lavoratori”.

Si trattava ormai solo di “capire il ‘come’, perché sul ‘se’ sembravamo arrivati a un punto di comune visione”. E invece “ora è tutto in sospeso; ci ritroviamo con un governo che potrà svolgere solo ordinaria amministrazione, che significa che qualcosa sarà fatto, ma non sicuramente nella direzione di un processo riformatorio di cui c’è estremo bisogno”. Anche e soprattutto “per la messa a terra delle risorse del Pnrr, su cui c’erano grandi aspettative”. Dunque “si apre un’incognita su cui noi non intendiamo rimanere a guardare”, anche perché “la vita delle persone va avanti, crisi o non crisi”. E “noi abbiamo bisogno di risposte”. Per questo “abbiamo deciso di metterci subito al lavoro per portare le istanze delle famiglie e dei lavoratori di fronte al nuovo governo e farci sentire. Metteremo in campo iniziative, campagne di informazione e sensibilizzazione per far si che, da una parte, le persone sappiano che noi ci siamo e resteremo sempre al loro fianco; dall’altra, chiunque sarà a prendere in mano le redini del nuovo governo sappia quali sono le priorità del Paese reale e agisca in maniera concreta, al più presto”.

Del resto “ciò a cui abbiamo assistito ieri è soltanto l’epilogo di un clima di grande tensione e instabilità che si avvertiva già da tempo. E non si poteva andare avanti in quelle condizioni”. Di chi è stata la responsabilità? “Tutti hanno potuto vedere con i loro occhi chi e che cosa è stato fatto”; in ogni caso, “arrivati a questo punto non mi interessa più. Il mio obiettivo è di stare dalla parte delle persone e di fare in modo che non si sentano lasciate a loro stesse e ai loro problemi. Noi siamo già in cerca di un interlocutore che possa continuare a seguire il percorso che avevamo intrapreso, senza perdere tempo. Perché la vita, lo ribadisco, va avanti”.