**Governo: anche a Camera grana ‘costruttori’, strada in salita per deroga a gruppo Tabacci**

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Roma, 21 gen. (Adnkronos) – Il fair play potrebbe costare caro a Bruno Tabacci, che nelle elezioni 2018, per salvare Emma Bonino e la sua +Europa che rischiavano di restare fuori dalla competizione elettorale a causa della raccolta firme, cedette all’ex ministro degli Esteri il simbolo, ‘salvando’ i radicali. Ora Tabacci, che con il suo Centro democratico, al momento componente del gruppo Misto, lavora a diventare la ‘quarta gamba’ del governo Conte almeno a Montecitorio, potrebbe pentirsi del bel gesto. A meno che non riesca a raccogliere 20 deputati, tutti uniti per formare un gruppo autonomo a sostegno del premier e del suo governo.

La questione è semplice. Alla Camera l’ex presidente Laura Boldrini non adottò le misure più stringenti assunte al Senato da Pietro Grasso: a Palazzo Madama per formare il gruppo sono necessari 10 senatori, ma è indispensabile si raccolgano sotto un simbolo che si sia presentato alle elezioni. Alla Camera, invece, 20 deputati possono formare un gruppo, dandosi un nuovo nome e contrassegno. Ma c’è un ma, ed è qui che spunta la possibile grana per i ‘volenterosi’ a cui si è appellato il presidente del Consiglio nelle sue comunicazioni alla Camera e al Senato.

A Montecitorio l’unica deroga concessa per la nascita di un gruppo con meno di 20 onorevoli è stata prevista per Leu, che tuttavia aveva corso col proprio simbolo alle ultime elezioni, condizione sine qua non per ottenere il via libera dell’ufficio di presidenza. Che su Cd potrebbe piantare grane, visto che il contrassegno di Centro democratico compariva sì, ma solo all’interno del simbolo di ‘Più Europa con Emma Bonino’ presentatosi alle urne.

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