Governo: a P.Chigi tutto pronto per insediamento ma in sala stampa ‘work in progress’
Roma, 22 ott. (Adnkronos) – Tecnici al lavoro, poliziotti e commessi presenti in gran numero. Per la cerimonia di insediamento del governo Meloni tutto è pronto a Palazzo Chigi, o quasi. Perché nella sala stampa i lavori -in corso ormai dall’estate 2021- non sono ancora ultimati. E così la neo presidente del Consiglio per le conferenze stampa dovrà continuare a usufruire della Sala Polifunzionale, a pochi passi da Palazzo Chigi, ‘teatro’ di tutte le conferenze del presidente del Consiglio uscente, Mario Draghi.
I lavori per cambiare volto alla sala stampa sono in corso ormai da mesi, ma ci sono stati ritardi, provocati da un lato dalle difficoltà del reperimento delle materie prime -complice la guerra in Ucraina e la crisi energetica in atto- dall’altro riconducibili al cambio in corsa delle aziende intestatarie dei lavori. Per il nuovo look della sala stampa servirà ancora del tempo: l’auspicio è di chiudere tutto entro fine anno. Una manciata di mesi almeno per ultimare la parti elettroniche -spiegano gli addetti ai lavori-, a partire da audio, microfoni e video-wall, una sorta di schermo a tutto parete, che potrà essere utilizzato a seconda delle esigenze del momento.
Con un ‘colpo di calce’ sta dunque andando definitivamente in soffitta il restyling firmato da Silvio Berlusconi, all’insegna delle riproduzioni di colonne e capitelli corinzi, fondale azzurro con sedie a riporto. I lavori, decisi durante il secondo governo Conte e poi presi in consegna dall’esecutivo Draghi, si sono resi necessari per l’adeguamento alle vigenti normative antincendio e soprattutto a quelle in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro imposte dall’emergenza pandemica.
Allo stato attuale sono stati ultimati i bagni e i box assegnati alle agenzie di stampa, ubicati in fondo alla sala. Ma la sala conferenze, che verrà dotata di un’adeguata illuminazione che consentirà a fotografi e cineoperatori di utilizzare le proprie apparecchiature senza flash, è ancora in alto mare.
L’ultimo cambio di look della sala stampa della presidenza del Consiglio, ricavata dalle scuderie dei principi Chigi, sembra risalire al governo De Mita. Bisognerà aspettare l’arrivo di Berlusconi per una prima ristrutturazione profonda. Al suo insediamento, 27 anni fa, il Cavaliere restò troppo poco tempo (solo sette mesi causa il ribaltone di Umberto Bossi) per lasciare un segno. Si ‘rifece’ nel 2002, quando decise di ‘svecchiare’ lo spazio che ospitava gli incontri con i giornalisti da lui considerato troppo serioso, commissionando una restyling completo all’architetto di fiducia, Mario Catalano, artefice della scenografia del vertice Nato di Pratica di Mare.
E così furono portati specchi, applicati stucchi bianchi, riprodotte colonne con capitelli corinzi, introdotta un’illuminazione ad hoc per la migliore riuscita video delle riprese. Ma soprattutto, fu modificato lo sfondo che faceva fino ad allora da cornice simbolica alle dichiarazioni del governo. Alle spalle del premier il leader azzurro fece piazzare un dipinto di Andrea Pozzo, che rappresentava l’Europa, visto che proprio in quel quinquennio sarebbero caduti i sei mesi di presidenza di turno italiana della Ue.
