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Giornata Sla, una magia che ha unito un’Italia illuminata di verde

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(Adnkronos) – È stata una notte di magia pura, quella che l’Italia ha vissuto per la XVIII Giornata nazionale Sla, sclerosi alterale amiotrofica. Non solo palazzi illuminati di verde, ma piazze abitate da persone che hanno scelto di esserci: famiglie, medici, istituzioni, autorità, giornalisti, sportivi, artisti, cittadini comuni. Tutti insieme, per una foto, un abbraccio, una testimonianza. Le facciate che fino a qualche anno fa erano soltanto scenografie splendide: ieri sera si sono popolate di volti, di comunità: alcuni palazzi hanno infatti aperto le loro porte, mettendo in evidenza lo striscione con la scritta ‘Sclerosi laterale amiotrofica’, sottolinea in una nota l’Associazione italiana sclerosi alterale amiotrofica (Aisla), che ha promosso l’iniziativa.  “Si tratta di un riconoscimento che non è solo istituzionale, ma civile e pubblico”. La forza di Aisla, da sempre, “è quella di saper unire, far dialogare, costruire ponti. Una forza che va oltre ogni colore politico e che testimonia la responsabilità di un Paese che sa stringersi intorno ai più fragili”. Il momento più alto è stato a Roma, con l’illuminazione di Palazzo Chigi, preceduta dal messaggio della presidente del Consiglio, e alla presenza del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, dell’Autorità garante per la Disabilità e del ministero della Salute. Con loro, Montecitorio — che ha proiettato la scritta ‘Giornata nazionale Sla’ — e Palazzo Madama, insieme all’incanto di tutti i presidi della Difesa italiana che, all’unisono, si sono accesi di verde. Ma la cosa straordinaria – evidenzia Aisla – è stata nel vedere la stessa risposta in ogni parte d’Italia: dalle grandi città ai borghi più piccoli: ogni regione ha voluto esserci. A Milano, il 39esimo piano di Palazzo Lombardia “si è illuminato di verde, simbolo di attenzione e vicinanza alle persone con Sla. In questa realtà regionale, la periferia diventa laboratorio di innovazione e comunità, con la ‘Casa di Nemo’ a Carpenedolo (Brescia): un nucleo sperimentale che porta la residenzialità specialistica fuori dall’ospedale, per mettere al centro la persona e la sua famiglia, con l’obiettivo di diventare modello nazionale di eccellenza clinica e accoglienza”.  E dal Nord, dove in Piemonte Aisla è nata, il filo verde della Giornata nazionale Sla ha attraversato l’Italia fino al cuore della Sicilia, a San Cataldo, in provincia di Caltanissetta. Qui, “Federica Mastrosimone, 31 anni, che convive con la Sla da quando ne aveva appena 18, da tempo in ventilazione meccanica, è diventata simbolo di coraggio e amore per la vita”. La sua voce – precisa Aisla – non passa più dalle corde vocali, ma da un comunicatore che traduce pensieri luminosi in parole. E quelle parole, come le canzoni di Vasco Rossi, che ama profondamente, “risuonano come un inno alla vita. Quel “vivere, anche se sei morto dentro. Vivere, e devi essere sempre contento”, di Vasco, “Federica lo canta ogni giorno, con gli occhi e con la sua ironia”. La magia è stata nel vedere l’intero borgo “stringersi intorno a lei, condividendo luce, affetto e speranza: un gesto che ha parlato a tutta la comunità Sla e, simbolicamente, all’intero Paese, ricordandoci che nessuno deve affrontare la malattia da solo”.  Ovunque, nelle piazze e nei vicoli, negli scorci più caratteristici, si è visto lo stesso sentimento negli occhi: brillare e sperare insieme Perché, in fondo, come ricorda la presidente nazionale Aisla Fulvia Massimelli: “questo è il primo e più autentico gesto di cura”. —[email protected] (Web Info)

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