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Gaza, Hamas risponde alla proposta di accordo. Israele: “La stiamo valutando”

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(Adnkronos) – Israele ha ricevuto, tramite i mediatori, la risposta di Hamas alla proposta di accordo per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza. La conferma è arrivata dall'ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu. E "in questo momento è in fase di esame", riportano i media israeliani. Mentre Israele esamina dunque l'ultima risposta di Hamas, una fonte palestinese che ha familiarità con i negoziati in corso ha dichiarato all'Afp che le richieste del gruppo terroristico si concentrano principalmente sull'ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e sul ritiro delle truppe dell'Idf. Hamas aveva presentato una risposta precedente martedì, rapidamente respinta dai mediatori arabi, che si sono rifiutati di condividerla con Stati Uniti e Israele e hanno chiesto al gruppo terroristico di presentare qualcosa di più ragionevole. Hamas ha accettato la richiesta, con il funzionario israeliano che conferma che l'ultima risposta non include alcune delle richieste nella proposta che il gruppo terroristico aveva presentato martedì. La fonte afferma che Hamas chiede anche garanzie per assicurare una fine permanente della guerra, per assicurare che Israele non torni a combattere dopo i 60 giorni di tregua. Secondo Ynet, le precedenti garanzie sulla fine della guerra sono state date solo oralmente e Hamas sta cercando di includerle nel testo della proposta. Per quanto riguarda la questione degli aiuti umanitari, i media ebraici e arabi riferiscono che Hamas chiede che la responsabilità di portare gli aiuti nella Striscia di Gaza sia restituita alle Nazioni Unite. Non è chiaro dai rapporti se la controversa Fondazione umanitaria di Gaza, sostenuta da Stati Uniti e Israele, verrebbe rimossa completamente dalla Striscia in questo scenario, o se continuerebbe a svolgere un ruolo nella distribuzione degli aiuti. A Gaza si muore di "fame di massa". E' l'allarme lanciato ieri dal direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, denunciando come le consegne di cibo nel territorio palestinese, devastato dalla guerra, siano "ben al di sotto di quanto necessario" per la sopravvivenza della popolazione. "Gran parte della popolazione di Gaza sta morendo di fame. Non so come definirla se non fame di massa, ed è causata dall'uomo", ha detto ai giornalisti Ghebreyesus. Un appello è stato firmato da oltre 100 Organizzazioni umanitarie che denunciano "una carestia di massa": "Mentre l'assedio del governo israeliano affama il popolo di Gaza, gli operatori umanitari ora si uniscono alle stesse file per il cibo, rischiando di venire uccisi solo per cercare di sfamare le proprie famiglia". E chiedono che venga immediatamente permesso l'accesso agli aiuti dell'Onu, "tonnellate di cibo, acqua, medicinali e altro" bloccati al confine di Gaza "dalle restrizioni, i rinvii e la frammentazione" imposti di Israele. —internazionale/[email protected] (Web Info)

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