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Fase 2: Daveri (Bocconi), ‘cautela su debiti Comuni, non sono tutti uguali’

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Milano, 20 mag. (Adnkronos) – Cambiare le regole sull’indebitamento dei Comuni, come chiede il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, si può ma al contempo bisognerebbe muoversi con cautela, “perché i Comuni non sono tutti uguali”, tantomeno virtuosi allo stesso modo quando si parla di finanze pubbliche. A spiegarlo all’Adnkronos è l’economista Francesco Daveri, docente di Macroeconomia all’Università Bocconi.

“In linea di principio bisogna essere cauti perché non tutti i Comuni sono uguali e non parlo solo di Roma Capitale, ci sono alcuni Comuni il cui bilancio ha dovuto essere ripianato più volte, e poi c’è la situazione dei piccoli Comuni, più a rischio”, afferma. “E’ meglio – dice – che si indebiti uno Stato perché lo Stato, e così una Regione, di solito ha più mezzi e strumenti per poter rimborsare un debito, a differenza di un Comune”. Certo è che la situazione delle casse comunali è migliorata rispetto al passato e il sindaco di Milano può avere le sue ragioni, secondo il docente.

“Oggi le regole sono uguali per tutti e sono in funzione della spesa totale e non in funzione del Pil dei singoli Comuni”. In sostanza, un Comune può indebitarsi pagando interessi fino al 10% della sua spesa corrente. Quindi, “se la spesa del comune di Milano è bassa nel suo complesso, è basso anche il suo indebitamento”. Per Daveri, “una possibile soluzione o un cambiamento di regole auspicabile potrebbe essere quello di commisurare la possibilità per un Comune di indebitarsi al suo Pil anziché rispetto al totale della sua spesa”. E’ vero, in particolare, che “la capacità di produrre reddito di Milano non è stata cancellata in questi due mesi di pandemia e un maggiore indebitamento, magari con l’ausilio di finanziamenti bancari, potrebbe sostenere i redditi di famiglie e imprese milanesi che ora ne avrebbero più bisogno”. (di Vittoria Vimercati)

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