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Eni: il gruppo, progetto Ravenna importante contributo a transizione energetica

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Milano, 16 lug. (Adnkronos) – Il progetto di cattura e stoccaggio della CO2 di Eni a Ravenna è “in grado, da subito, di contribuire ad abbattere significativamente le emissioni del perimetro Eni, come per esempio la produzione di energia elettrica da centrali a gas, e quelle di altri settori industriali con emissioni tecnologicamente difficili da ridurre, per i quali a oggi, e nel breve e medio termine, non esistono soluzioni efficaci ed efficienti”. Lo afferma l’Eni in una nota. I settori ‘hard to abate’, come siderurgia, chimica, cementifici e industria della carta e del vetro “concorrono in maniera significativa alle emissioni complessive in atmosfera”. In Italia nel 2019 le emissioni di CO2 di questi settori sono state pari a circa 67 milioni di tonnellate su un complessivo nazionale di 340 milioni, ovvero il 20% del totale e il 42% del solo settore industriale, responsabile dell’emissione di 158 milioni di tonnellate di CO2.

Il progetto Eni di Ravenna “prevede di estendere le attività di stoccaggio a supporto dell’industria del nostro paese con una capacità iniziale di riduzione di CO2 pari a 4 milioni di tonnellate all’anno di anidride carbonica, fornendo in questo modo uno dei più importanti contributi alle riduzioni di emissioni che l’Italia può attuare già a partire dal 2026”, si sottolinea dal gruppo. Il progetto di Ravenna “ha una valenza esclusivamente di natura ambientale”.

·Il processo di cattura e stoccaggio della CO2, si sottolinea, “è sicuro e maturo dal punto di vista tecnico, e basato su tecnologie consolidate”. L’anidride carbonica “è un gas intrinsecamente sicuro, non è infiammabile, non è esplosiva né velenosa. Nell’ambito delle attività legate a progetti di cattura e stoccaggio realizzati non si è mai verificata, nel corso dei decenni passati, alcuna perdita dai siti operativi, in analogia con il settore dello stoccaggio di gas naturale”. Ad esempio l’impianto di Sleipner in Norvegia di cui Eni è partner, che dal 1996 ha stoccato circa 16 milioni tonnellate di anidride carbonica “in completa sicurezza”.

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