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**Elezioni: Più Europa punta sulle donne, ‘il 25/9 in gioco libertà conquistate’**

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Roma, 5 set. (Adnkronos) – No quote ma merito, a partire dal lavoro sul territorio. Non “un’astratta ideologia” ma un “metodo di lavoro” che ha portato all’apertura di una scuola di politica al femminile, ‘Prime donne’, e a numerose candidature da capolista per il prossimo 25 settembre nelle liste di Più Europa. Non solo big come Emma Bonino a Roma ma tante donne, spesso giovani. Come Maria Saeli, candidata a Palermo e all’uninominale a Bagheria, under 35 e attuale tesoriere di Più Europa.

“Le nostre liste non sono costruite solo seguendo il criterio delle quote di genere -spiega Saeli all’Adnkronos-. Ma puntano a valorizzare il merito e il lavoro svolto dalle donne del nostro partito sul territorio. La parità di genere per noi non è solo un valore da sbandierare in campagna elettorale, non è astratta ideologia ma un metodo di lavoro e di sviluppo, grazie al quale vorremmo contribuire alla costruzione di un paese più evoluto”.

Tra Camera e Senato, Più Europa schiera diverse donne capolista da Silvja Manzi a Torino, Anna Lisa Nalin a Verona e uninominale Verona, Ilaria Donatio a Bari, Carla Taibi in Abruzzo, Manuela Zambrano a Salerno, Nicoletta Parisi a Reggio Emilia, Giuseppina Barluzzi in Umbria, Rita Di Sano a Latina, Palmira Mancuso a Messina, Chiara Guglielmino a Catania e uninominale ad Acireale. Mentre per palazzo Madama, oltre a Bonino a Roma, ci sono Anna Maria Corazza a Bologna, Simona Viola a Bergamo e all’uninominale di Rimini, e Giuseppina Di Stasi in Molise, Olivia Ratti a Bergamo, Antonella Squillaciotti in Basilicata.

Ilaria Donatio, capolista alla Camera a Bari, è anche la promotrice della scuola di politica al femminile di +Europa, Prime Donne. “Quale altro partito affida il delicato incarico di tesoriere a una donna under 35? Quale altro partito, oltre a +Europa, destina a una reale formazione politica, rivolta alle donne di ogni età e professione, la quota del 2×1000 riservata per legge a iniziative di formazione sulla parità di genere?”, dice Donatio all’Adnkronos.

“Quello del 25 settembre non sarà un voto come tutti gli altri: in gioco c’è molto di più di una semplice elezione, c’è il destino del Paese e le libertà duramente conquistate in questi anni dalle donne italiane”.