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Domani la sentenza Capaci-bis, un altro pezzo di verità sulle stragi

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Caltanissetta, 20 lug. (Adnkronos) – A 28 anni di distanza dalla strage di Capaci, costata la vita al giudice Giovanni Falcone e a tre agenti di scorta, domani pomeriggio si aggiungerà un altro tassello di verità a una stagione che ha ancora tanti punti neri. E’ attesa, infatti, nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta la sentenza d’appello del cosiddetto processo ‘Capaci bis’, che vede alla sbarra cinque imputati: Salvatore “Salvino” Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello. Per loro, al termine della requisitoria, il Procuratore generale Lia Sava ha chiesto la condanna all’ergastolo. Secondo l’accusa, gli imputati avrebbero svolto un ruolo fondamentale sia nella fase organizzativa dell’attentato sia nel reperimento dell’esplosivo piazzato sull’autostrada.

Il materiale, per l’accusa, era stato procurato da Lo Nigro attraverso contatti con pescatori di Porticello che avevano recuperato in mare ordigni inesplosi della seconda guerra mondiale. Le responsabilità organizzative e operative della strage di Capaci erano già state fissate nel primo processo concluso il 26 settembre 1997 con 24 ergastoli per il Gotha di Cosa nostra, da Totò Riina, Bernardo Provenzano, Francesco e Giuseppe Madonia, Pippo Calò, Pietro Aglieri e altri componenti della Cupola mafiosa. In appello si aggiunsero altri cinque ergastoli. Il 16 settembre 2008 la Cassazione aveva confermato le condanne e chiuso il primo filone processuale per la strage di Capaci.

In primo grado quattro dei cinque imputati, tranne Vittorio Tutino, furono condannati all’ergastolo, mentre Tutino fu assolto per non aver commesso il fatto. Anche se adesso la Procura generale è tornata a chiedere la sua condanna. Per l’accusa il boss mafioso Salvo Madonia fu uno dei mandanti della strage mentre gli altri avrebbero ricoperto un ruolo esecutivo.

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