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Deejay morta: Procura Patti, ‘Viviana e Gioele caduti in pozzo? Tesi non ha fondamento valido’ (2)

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(Messina) – In secondo luogo, sempre dalla lettura delle carte delal richiesta di archiviazione lette dall’Adnkronos, le due lesioni presenti sulla superficie del cuoio capelluto, in sede tempo-parietale sinistra, sono compatibili e trovano la loro logica spiegazione in un urto diretto del capo della donna contro la superficie libera del sasso lì presente, parzialmente interrato, nella fase di impatto al suolo. Non appare un caso che le indagini genetiche effettuate sul sasso abbiano dato esito positivo con riferimento alla presenza di sangue: appare ovvio come quel sangue non potesse che appartenere a Viviana”. “Anche in questo caso, non si spiega come i presunti ed ipotetici autori del depistaggio possano aver “inscenato” tale risultato – dice la Procura- In terzo luogo, i consulenti hanno escluso la presenza sul corpo di Viviana di lesioni o comunque segni riconducibili all’azione violenta di soggetti terzi, così come di ogni altra tipologia di evento traumatico fra cui, in particolare, anche il prelievo del corpo con “forcipi” o “strumenti di altro tipo”, o il suo “trazionamento per i capelli”.

In quarto luogo, il cadavere di Viviana non è stato oggetto di “spostamento” ad opera di terzi, così come emerso, oltre che dagli accertamenti medico – legali, anche dagli studi condotti dall’entomologo, prof. Vanin; ne consegue che la decomposizione del cadavere di Viviana Parisi è avvenuta nel medesimo luogo del suo ritrovamento, che, pertanto, coincide con quello del decesso”. “In quinto luogo, il cadavere di Viviana, come già visto, non reca alcun segno o riscontro tipico delle morti per asfissia da annegamento in acqua stagnante o in acque lacustri”. Ma i legali non sono d’accordo e fino a ieri, nel corso della manifestazione per ricordare Viviana e Gioele, hanno ribadito la loro tesi. “Sono morte asfissiate in un pozzo”.

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