Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Acque aromatizzate: fanno bene o male? Cosa sono davvero e i miti da sfatare-Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)-WaveSpring: la "molla negativa" che triplica l'energia dalle onde del mare-Flint Paper Battery: la batteria di carta che non prende fuoco e si può compostare-Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH): l'eccellenza agrifood di Verona diventa una piattaforma nazionale-Argireline, l'attivo "effetto botox" in creme e sieri: cos'è, come agisce, funziona davvero ed è sicuro?-Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%-Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale

Covid, virus da naso a cervello: così può aumentare rischi Parkinson, lo studio

Condividi questo articolo:

(Adnkronos) – "L'infezione da Sars-CoV-2 attraverso la cavità nasale si diffonde al cervello". E' una delle traiettorie del virus che gli scienziati hanno seguito quasi subito, quando in piena pandemia Covid sono state documentate come sequele post contagio problematiche di tipo neurologico come encefalite, alterazioni dello stato mentale, perdita di memoria, vertigini, nausea, mal di testa, l'ormai famosa 'nebbia cognitiva' e la diffusissima perdita di olfatto e gusto (quest'ultima specie con le prime varianti). Nelle cronache mediche però c'era anche altro: alcuni casi di parkinsonismo emerso in pazienti Covid durante o subito dopo l'infezione da Sars-CoV-2 con sintomi come rigidità, tremore a riposo negli arti superiori e rallentamento dei movimenti. Ne avevano dato conto proprio ricercatori italiani esplorando la possibilità di una sindrome parkinsoniana post-virale. Oggi uno studio pubblicato su 'Cell Reports Medicine' esplora più a fondo proprio le potenziali interazioni avverse tra il virus del Covid e la malattia di Parkinson, valutandole in neuroni dopaminergici derivati da staminali embrionali umane e nei topi.  Una 'relazione pericolosa' quella tra il virus e la malattia neurodegenerativa. Quello che gli autori sono riusciti a 'fotografare' è il deterioramento del fenotipo molecolare e cellulare, cioè dell'insieme delle caratteristiche della malattia di Parkinson, da parte di Sars-CoV-2.  Il patogeno "peggiora la morte dei neuroni dopaminergici" indotta da fibrille preformate di alfa-sinucleina e "innesca una neuroinfiammazione prolungata per oltre 60 giorni nei topi", segnalano gli autori del lavoro, un gruppo di ricercatori di atenei della Corea del Sud e degli Usa (Gyeongsang National University, Kyung Hee University, University of California Los Angeles). "Sebbene sia stata riconosciuta un'associazione tra Parkinson e infezioni virali, l'impatto di Sars-CoV-2 sulla progressione della malattia neurodegenerativa era poco chiaro – spiegano gli scienziati – Il nostro studio dimostra che l'infezione da Sars-CoV-2 aumenta il rischio di Parkinson". I risultati evidenziano che "l'infezione" Covid "aggrava la suscettibilità al Parkinson e la tossicità cellulare" nei neuroni dopaminergici. "Inoltre, il Sars-CoV-2 per via nasale infetta questi neuroni nei topi" usati come modello, "aggravando il danno avviato dalle fibrille preformate umane". "I topi infettati mostrano una neuroinfiammazione persistente anche dopo che il virus non è più rilevabile nel cervello – spiegano i ricercatori – Un'analisi completa suggerisce che la risposta infiammatoria mediata dagli astrociti", gruppo di cellule del sistema nervoso centrale, "e dalla microglia", altra popolazione di cellule, che svolge funzione immunitaria, "potrebbe contribuire ad aumentare la suscettibilità al Parkinson associata al virus". In definitiva, "questi risultati migliorano la nostra comprensione dei potenziali effetti a lungo termine dell'infezione" Covid "sulla progressione della malattia di Parkinson", concludono gli scienziati. —[email protected] (Web Info)

adnkronos, ultimora