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**Covid: storico ristoratore ‘Antica Pesa’, ‘volo da Usa in Italia per aiuto ristoratori disperati’** (2)

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(Adnkronos) – Nella ristorazione, spiega l’imprenditore, la cosa più importante è “la dinamica dei flussi. In Italia questa è stata bloccata, lo ‘stop and go’ continuo ha generato molto più nervosismo”. Da loro, a New York, la situazione è stata gestita in modo completamente diverso. Le attività “non hanno mai chiuso, solo quando c’è stato il delirio vero, l’anno scorso, per un mese, ma poi basta”. Dopo di che, si è proceduto così: “In zona rossa, chiamiamola così, cioè quelle più complicate, è stata data la possibilità di mettere delle strutture esterne con il 25% della capacità di accoglienza della struttura; in zona arancione si poteva lavorare al 25% anche dentro, in zona gialla si poteva lavorare con il 50% fuori e il 50% dentro. Tutto questo con sanzioni molto pesanti per chi trasgrediva, questo comporta un controllo molto attento sul territorio”.

Un altro tema importante è che “ci siamo vaccinati tutti in America -scandisce l’imprenditore- Non c’è un dipendente, un ristoratore che non sia stato vaccinato o quasi. Questo perché la differenza vera è l’approccio che si ha su un bene economico tra Usa e Italia, in Usa molto più tutelato”. L’unica via d’uscita per far ripartire il mondo della ristorazione “è una grande riforma fiscale che abbassi la pressione amministrativa e fiscale -suggerisce il ristoratore- per far tornare a sorridere e a far ripartire. Dobbiamo noi ristoratori avere la concentrazione di progettare un futuro, e lanciare un nuovo risorgimento”.

“Dobbiamo tornare ad avere la speranza in quello che è la reputation, il brand. Il sistema Italia ha in dote sì i musei, le bellezze, ma alla fine le recensioni le fanno sulla ristorazione, è un valore troppo importante – rileva- Sono a disposizione a dare un contributo qualora fosse necessario, perché fa soffrire troppo vedere la ristorazione italiana, il mio mondo, in ginocchio”. (di Ilaria Floris)

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