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Covid: sindaco Codogno, ‘noi da focolaio d’Italia a zero terapie intensive, vaccinati al 92%’

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Milano, 3 dic. (Adnkronos) – Da focolaio d’Italia a zero terapie intensive. Dopo essere stata la prima zona rossa del Paese, Codogno diventa un modello da seguire nella lotta al Coronavirus e il sindaco Francesco Passerini, che oggi ha fatto la terza dose, rivolge un appello a vaccinarsi a chi ancora è indeciso: “Parlano i numeri – dice all’Adnkronos – se prima poteva essere un’opinione ora sono i dati a parlare: il vaccino funziona, è l’arma principale che abbiamo, non ci sono scorciatoie. E’ il modo più veloce per raggiungere l’immunità di gregge. Estendo a tutti l’invito a vaccinarsi, lo faccio con il cuore”. Per Passerini occorre fidarsi “della scienza e di chi ha studiato una vita per migliorare la ricerca scientifica, che oggi consente condizioni di vita impensabili 30 anni fa”.

Nella cittadina del Lodigiano che amministra, travolta dal Covid nella prima ondata della pandemia, il 92% è della popolazione risulta vaccinata. “La media provinciale è del 93% – spiega – se i numeri fossero gli stessi a livello nazionale probabilmente saremmo vicini alla fine di questo incubo”. Anche in ospedale, rispetto a un anno fa, la situazione è assolutamente rosea. “Abbiamo meno positivi di luglio-agosto – osserva – l’anno scorso a dicembre eravamo in zona rossa, con un numero di positivi molto più alto. Oggi i numeri sono ottimi, in ospedale non ci sono pazienti in terapia intensiva da mesi per fortuna e ad oggi non abbiamo nessuno sottoposto a cure ospedaliere”. Attualmente, fa notare Passerini, sono 16 gli attualmente positivi “di cui 6 derivano da una classe su 80 con un caso positivo che ha contagiato i compagni”.

La speranza del sindaco è che i numeri a livello nazionale si fermino “per godere di un Natale quantomeno normale” osserva. E non sembra temere l’arrivo della variante Omicron a Codogno: “Non sono preoccupato – chiosa – da quello che si sente provoca sintomi lievi, ad oggi non ci risulta alcun contatto con la variante ma l’attenzione resta comunque molto alta”. Dell’obbligo vaccinale che ne pensa? “Sono discussioni che chi opera nel mondo scientifico deve fare e avere elementi per farle – rimarca Passerini – io non posso esprimermi su una tematica del genere, continuiamo a fidarci del mondo scientifico e di quello che indicano e consigliano le autorità sanitarie. Noi andiamo avanti a lottare contro la pandemia, prima ne usciamo prima si può tornare a vivere”.

Quanto ai no vax, “qui a Codogno – spiega ancora – non si sono mai viste manifestazioni, neanche di negazionisti del Covid e posso immaginarne il motivo. Siamo in un Paese libero e tutti devono avere voce ma un conto sono i negazionisti del Covid un conto quelli che criticano il green pass, che è una scelta amministrativa. I negazionisti del Covid, ecco, quelli sono inconcepibili, è come negare la Shoah”. Nella cittadina dove è stato accertato il primo caso di Covid e diventata prima zona rossa d’Italia, il ricordo di quei giorni cupi è ancora vivo: “Quelle vissute sono scene reali – evidenzia Passerini – con i volontari siamo andati a togliere le panche da una chiesa perché non sapevamo più dove mettere i feretri. Per alcuni i morti sono stati solo numeri, per noi erano figli, genitori, mariti e mogli. Il nostro territorio ha sofferto tanto, allora eravamo disarmati, travolti da un’ondata nefasta, drammatica. Oggi possiamo uscirne. Ma mi fa male sentire chi nega ancora il Covid”.

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