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Covid: Moratti, ‘ci scusiamo con anziani, in Lombardia ne abbiamo vaccinati oltre 50%’ (2)

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(Adnkronos) – Quanto ai rapporti con Roma, “con il generale Figliuolo, Bertolaso ed io abbiamo un’interlocuzione costante – assicura Moratti -. Il generale l’ho sentito anche questa mattina, collaboriamo benissimo e posso dirle che ha apprezzato il nostro modello di vaccinazione reattiva. Noi stiamo rispettando gli obiettivi indicati dal governo e le categorie stabilite, tanto è vero che, a differenza di altri, non abbiamo ancora iniziato con i 70 enni”. Al governo, Moratti spiega di aver chiesto “che ci dia la possibilità di accedere alle liste dell’Inps per avere gli elenchi dei disabili. Le do un’altra notizia: da oggi nella Asst a Milano vacciniamo nel centro per grandi disabili”.

Moratti loda poi il modello lombardo: “A parte questo problema di Aria che ci porteremo dietro fino al cambiamento con la tecnologia di Poste – osserva Moratti – è un modello di efficienza. Se su 14 ospedali italiani citati nelle pubblicazioni internazionali 9 sono in Lombardia, qualcosa vorrà dire o no? Sicuramente c’è un tema di revisione di un modello che tenga conto della necessità di essere più vicini ai cittadini. Stiamo sperimentando modelli innovativi, come per esempio le cooperative di medici di medicina generale a Varese, Lecco e Bergamo. Nella programmazione delle dotazioni tecnologiche favoriremo non solo i grandi ospedali ma anche i piccoli ambulatori e queste cooperative. Puntiamo a una sanità che vada verso il cittadino con un forte investimento da 700 milioni di euro sulla medicina territoriale”.

Quanto allo Sputnik in Lombardia, “io penso che sia meglio lasciare questa materia al governo centrale – spiega Moratti -. Ovviamente ci auguriamo che ci siano sempre più vaccini, a patto che siano certificati da Ema e Aifa. Su Sputnik è in corso un’analisi in situ, in Russia, per verificare se tutta la filiera sia sicura, a partire dai laboratori. Vedremo. Intanto rivendico il nostro successo su AstraZeneca. Siamo stati noi a proporre il tavolo tecnico tra ministero, Istituto superiore di sanità e Aifa per smetterla di lavorare a compartimenti stagni. Grazie a questo e a un parere scientifico da noi proposto è stato possibile in breve tempo rivedere il limite di età di quel vaccino dai 55 ai over 65 anni”.

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