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Covid: Codogno un anno dopo – il ricordo del medico tra i primi a morire, ‘era il nostro pilastro’ (2)

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(Adnkronos) – Tiziana, come lui, si è ammalata di Covid, ma ha sviluppato solo la forma gastrointenstinale. “Ancora non mi spiego come possa succedere, che alcuni si aggravino così e altri no, pur convivendo”. All’inizio, racconta, pur di farsi visitare a domicilio, i pazienti spaventati mentivano sui contatti con persone potenzialmente contagiose. E’ così che molti medici, probabilmente anche Natali, si sono ammalati. “Non eravamo preparati ad affrontare una situazione del genere, soprattutto quelli della nostra generazione, quella dell’era post-antibiotica, cresciuta pensando che bastasse una pillola contro le malattie. Adesso stiamo facendo un bagno di umiltà”, aveva detto il dottore in una delle sue ultime interviste a Euronews, lamentandosi di essere rimasto senza guanti.

Le mascherine, i dispositivi di protezione: mancava tutto all’inizio. Racconta Scarabelli: “Eravamo in trincea, ci siamo sentiti a lungo abbandonati dalle istituzioni, da tutti”. A febbraio, la giovane dottoressa aveva appena aperto il suo studio, quando è arrivato il Covid e contemporaneamente ha scoperto di essere incinta. “Improvvisamente sono stata catapultata in un’attività da zero a cento”. Per i giovani colleghi (e non solo), quella del dottor Natali è stata una grande perdita, che continua a farsi sentire. “Marcello c’era sempre, era il nostro punto di riferimento, il nostro pilastro. Non lo dimenticherò mai”. La moglie Tiziana racconta di un uomo “profondamente buono, intelligente e sorridente. Era un sindacalista, si impegnava molto ed era sempre aggiornato. Quando i colleghi lo chiamavano per un dubbio clinico o burocratico, lui, che era molto preciso, sapeva aiutare tutti. Io non riesco ancora ad accettare che non ci sia più, ed è incredibile quanto manchi anche agli altri”. (di Vittoria Vimercati)

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