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Cossiga: ‘mi dimetto per servire la Repubblica’, l’addio anticipato al Quirinale/Adnkronos

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Roma, 16 ago. (Adnkronos) – “Ho preso la decisione di dimettermi da Presidente della Repubblica, spero che tutti lo consideriate un gesto onesto, di servizio alla Repubblica”. Sono le 18.38 del 25 aprile del 1992 e Francesco Cossiga, rivolgendosi a “cittadine e cittadini di questo meraviglioso Paese”, con un discorso televisivo a rete unificate dalla durata complessiva di 45 minuti, annuncia la scelta di lasciare il Quirinale, in anticipo rispetto alla scadenza naturale fissata per il successivo 3 luglio.

E’ il momento culminante di due anni che hanno visto il Capo dello Stato uscire dal riserbo che aveva caratterizzato i primi cinque del mandato e rendersi protagonista di una serie di esternazioni, per spingere la classe politica ad attuare riforme radicali non più rinviabili, dopo i cambiamenti epocali verificatisi alla fine degli anni Ottanta, a partire dalla caduta del Muro di Berlino.

“Talvolta ho gridato -ricorda Cossiga nel suo messaggio agli italiani- ma se ho gridato è perché soltanto temevo di non farmi sentire”. Non a caso ben presto si parlerà di picconate e di picconatore per descrivere gli interventi del Presidente della Repubblica, proprio per i toni forti, nella forma e nella sostanza, che in certi casi diventano accorati, tanta è la volontà di far capire che nuovi assetti politico-istituzionali debbono sostituire quelli che per più di 40 anni si sono fondati sugli equilibri prodottisi dopo la fine della seconda guerra mondiale.

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