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Corte Conti: su crediti Stato somme sovrastimate e dubbia esigibilità

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Roma, 7 apr. – (Adnkronos) – Sono emerse “numerose criticità” nella gestione e rendicontazione dei resti da riscuotere, come risultante dal Rendiconto generale dello Stato e dal conto consuntivo delle entrate. Lo sottolinea la Corte dei Conti nell’indagine sulla gestione delle amministrazioni dello Stato, analizzando la gestione dei crediti vantati dallo Stato, accertati e iscritti in bilancio, ma ancora non riscossi.

I giudici contabili evidenziano “una divergenza tra gli importi ritenuti tali nel conto consuntivo – e che, quindi, sono considerati ai fini della determinazione del valore delle entrate complessive – e quelli effettivamente riscossi”. Infatti “ogni anno, dei 160/170 miliardi di euro circa (di cui 60/70 in conto competenza) che vengono mediamente considerati di riscossione certa, in concreto ne vengono effettivamente riscossi 7/8 miliardi, non risultando quindi sufficientemente dimostrati i criteri di costruzione delle stime effettuate o comunque delle annotazioni contabili relative alle somme ritenute di riscossione certa”.

La Corte, pertanto, “raccomanda la corretta applicazione del disposto normativo che impone di scorporare, dalle somme considerate di riscossione certa, le dilazioni di pagamento concesse e, soprattutto, le somme per le quali pende un contenzioso giurisdizionale (e, quindi, ritenute incerte ope legis), da considerare come prevedibili entrate non certo nella loro totalità, ma solo per la parte che presumibilmente verrà introitata in esito al contenzioso, secondo un giudizio prognostico/probabilistico”.

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