Coronavirus: Speranza, ‘decreto è firmato, con la Cei ci confronteremo ancora’
Milano, 29 apr. (Adnkronos) – “Il Dpcm è firmato e scade il 18 maggio. Anche sulla materia delicata delle messe abbiamo ascoltato il Comitato tecnicoscientifico e con la Cei ci confronteremo ancora. Ho apprezzato le parole del Papa”. Il ministro della Salute Roberto Speranza prova a mettere a tacere, in un’intervista al Corriere della Sera, le polemiche che il decreto sulla fase 2 ha provocato. Un testo criticato da più parti politiche, ma che il ministro difende. “La Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale” e che non ha mai voluto ridisegnare le relazioni affettive: “Nessuna pretesa di riorganizzare la società con un Dpcm, sono polemiche senza senso. Dobbiamo tutti lavorare insieme, anche con i presidenti di Regione e i sindaci”.
Con l’Italia intera che guarda al 4 maggio tra paura e attesa, “Ci è sembrato giusto dare un primo cauto segnale perché siamo consapevoli della sofferenza delle persone”, Speranza ricorda che “Bisogna evitare pericolosi stop and go. Finché non ci saranno vaccino e terapie dobbiamo governare questo processo, se non vogliamo vedere di nuovo le terribili immagini che tutti abbiamo ancora negli occhi”.
Tanta prudenza è sostanziata dal report dell’Istituto superiore di sanità, i cui numeri allarmanti dicono che, riaprendo tutto, in soli 40 giorni le terapie intensive andrebbero in blocco. “Tenere chiuse le scuole è una grande amarezza – riconosce il ministro, citando Mattarella e aprendo una finestra sul privato -. I miei figli mi chiedono quando potranno riabbracciare i compagni, ma muovere otto milioni di persone significa far salire l’indice di contagio oltre l’1 e ripiombare nel dramma”. E gli anziani? “Scontano l’isolamento e sono i più esposti. Se abbiamo evitato misure differenziate in base all’anagrafe è perché a loro dobbiamo solo dire grazie”, conclude Speranza.

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