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Coronavirus: Dpcm day after, in maggioranza tutti contro tutti su chiusure (2)

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(Adnkronos) – E mentre continua lo scontro a distanza tra le ministre Azzolina e De Micheli, coi 5 Stelle che puntano il dito sul nodo irrisolto dei trasporti, la chat degli eletti M5S è in fibrillazione, tra chi lamenta misure troppo stringenti e chi se la prende con gli alleati di governo. Nel mirino il capo delegazione dem Dario Franceschini, sabato protagonista di un duro scontro con il ministro grillino Vincenzo Spadafora. “E’ bene che si dia una svegliata – punta il dito un deputato -. Altro che bonus vacanze. E non dovrà pensare ai Favino&co, ma al mondo del teatro vero e proprio. Agli ultimi”.

Franceschini, che col Pd ha fatto pressing per adottare la linea dura e varare il cosiddetto lockdown del tempo libero, difende le scelte del governo: “ho l’impressione che non si sia percepita la reale gravità della situazione”, dice, rimarcando la necessità di “intervenire in fretta” perché “non c’era più tempo. La decisione di chiudere tutte le attività dopo le 18 non è stata legata ad una scelta gerarchica, bensì alla necessità di limitare gli spostamenti”.

Vito Crimi, mentre il M5S è in rivolta, ricorda che le decisioni difficili delle ultime ore “le abbiamo prese insieme, unitariamente, non con leggerezza ma con la consapevolezza che dietro ogni codice e ogni categoria ci sono persone, lavoratori, aziende, famiglie, cittadini. Oggi abbiamo davanti una sfida cruciale, che dobbiamo affrontare uniti e compatti. L’unico vero nemico è il virus, non ce ne sono altri”. Ma nelle chat interne si racconta un’altra storia.

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