Coronavirus: Comitato familiari vittime, ‘audizione Conte inevitabile, atto dovuto’ (2)
(Adnkronos) – “In tutte le denunce che abbiamo depositato – racconta – c’è una parte di diritto che abbiamo elaborato come avvocati in cui ricostruiamo le varie leggi e delibere che si sono succedute: c’è una mala gestio sanitaria che ha portato al collasso del sistema”. L’avvocato, in particolare, fa riferimento a una delibera del 23 marzo, “che impediva ai medici di base di andare uscire ad andare a visitare i pazienti con i sintomi: questa parte è inserita nelle denunce. Ha contribuito a peggiorare il quadro”. Così come sulla zona rossa, “c’è una legge, la 833 del ’78 che prevede la possibilità di un intervento da parte di Regione e sindaci per emanare ordinanze contingibili e urgenti. In Italia nello stesso periodo sono state fatte altre 117 zone rosse: in Lombardia sono stati troppo inerti”. L’inchiesta del pool di Bergamo “può far storia perché secondo me è la prima volta che i cittadini chiedono conto allo Stato delle proprie azioni e delle azioni che hanno posto in essere”.
Le denunce depositate raccontano storie drammatiche. “Non riguardano solo persone morte nelle Rsa. Ci sono tantissimi decessi negli ospedali per ricoveri dell’ultimo minuto, quando ormai non c’era più tempo, e tante morti in casa perché non c’era possibilità di ricovero per il collasso degli ospedali, che è la cosa più terribile”. Il Comitato, ci tiene a dire Locati, “non sta chiedendo risarcimenti economici né sporgendo denunce contro medici, ospedali, infermieri e sanitari. Come comitato riteniamo che i medici siano stati le prime vittime. E’ giusto che sia così”. (di Vittoria Vimercati)

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