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Coronavirus: Cerved, 145mila aziende a rischio fallimento, decisivo Recovery Fund (3)

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(Adnkronos/Labitalia) – Le aziende del settore informazione, comunicazione e intrattenimento vedranno più che dimezzarsi il loro fatturato (-59%), così come quelle della ristorazione (-56,6%), le strutture ricettive extra-alberghiere (-55%), le agenzie viaggi e tour operator (-55,0%). Giù anche la gestione degli aeroporti (-46,7%) e gli autonoleggi (-42,9%),

Ma c’è anche chi, nonostante la pandemia, ha avuto buone performance di fatturato tra il 2020 e il 2019, come le imprese che producono specialità farmaceutiche, il cui fatturato è aumentato del 24,0%, quelle del commercio on line (21,1%), le aziende che fabbricano vetro per laboratori, le farmacie e le aziende di articoli ad uso igienico (12,8%), le fabbriche di articoli di vestiario protettivi per la sicurezza (11,9%), i produttori di pasta (7,6%), di materie prime farmaceutiche (6,9%), le aziende di confezione di indumenti da lavoro (6%), la distribuzione alimentare moderna (5,9%), le aziende del commercio al dettaglio di prodotti alimentari (5,8%) e di riso (5,6%).

Ma se questi settori si salvano, per effetto del Covid invece crescerà in misura molto consistente il numero di società a maggiore rischio di default secondo i modelli di valutazione del rischio di credito di Cerved. Su un ampio campione di 723 mila società di capitale, il numero di quelle con un alto rischio di default a 12 mesi passerà da 76 mila (pre-Covid, 10,5%) a 113 mila (15,6%). In uno scenario severo, il numero di imprese rischiose passerebbe a 145 mila (20,1%). (di Mariangela Pani)

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