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Consigliere per caso: il caos dazi e la folle storia di Peter Navarro

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(Adnkronos) – Durante la prima campagna presidenziale di Donald Trump, non c'era una vera e propria struttura organizzativa, né tanto meno esperti economici di rilievo al seguito del candidato repubblicano. Trump allora incaricò il genero Jared Kushner di trovare qualcuno che potesse ricoprire il ruolo di consigliere economico. 
Kushner, racconta un articolo di 'Vanity Fair' del 2017 appena rilanciato da Rachel Maddow su Msnbc, seguì una procedura decisamente insolita: si mise a cercare un esperto sfogliando titoli di libri su Amazon.com. Senza neanche ordinarli e magari leggerli, rimase impressionato da un titolo molto suggestivo: 'Death by China'. Il libro del 2011 aveva una copertina aggressiva e un messaggio chiaro, esattamente nello stile gradito a Trump: mostrarsi duri, decisi, e avversari della Cina. 
L’autore era un economista poco noto al grande pubblico ma già convinto sostenitore di politiche aggressive sul commercio: Peter Navarro. Kushner decise quindi di contattare Navarro, chiedendogli se fosse disposto a unirsi al team di Trump come consulente economico. Navarro accettò immediatamente, diventando così – almeno all’inizio – l'unico consigliere economico ufficiale della campagna di Trump. Rachel Maddow racconta un ulteriore dettaglio surreale nella storia di Navarro. L’economista aveva una particolare abitudine per sostenere le proprie tesi aggressive sui dazi e il protezionismo: in almeno sei dei suoi libri, citava spesso un esperto di economia di nome Ron Vara, presentandolo come autorevole fonte e sostenitore delle sue idee. Ecco una delle citazioni che appariva in 'Death by China': “Solo i cinesi riescono a trasformare un divano in pelle in un bagno d'acido, una culla per bambini in un'arma letale e la batteria di un cellulare in una scheggia che perfora il cuore”. 
Ma Ron Vara non era affatto un economista reale. Non esisteva e non era mai esistito. Era un personaggio inventato dall’autore. Il nome "Ron Vara", infatti, era semplicemente l'anagramma di "Navarro". Che aveva creato questo economista immaginario per attribuire credibilità alle sue posizioni, citandolo ripetutamente come se fosse un'autorità indipendente e riconosciuta. Dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, l’immaginario Ron Vara riapparve brevemente in un memo fatto circolare a Washington, che sosteneva proprio le aggressive politiche tariffarie del presidente. Ancora una volta, Navarro usava questa figura inesistente per giustificare le sue convinzioni. Il 'New York Times' scoprì rapidamente che anche in questo caso si trattava di una finzione, di un’email falsa associata al fantomatico Ron Vara. 
Peter Navarro commentò la vicenda dicendo che il suo alter ego era una “trovata scherzosa” e che “in nessun momento il personaggio è stato utilizzato in maniera impropria come fonte di fatti reali”, ma nel frattempo altri economisti avevano citato Vara nei loro scritti. La sua casa editrice Prentice Hall (gruppo Pearson) da quel momento ha introdotto una nota nelle ristampe dei libri per segnalare che si tratta di uno pseudonimo dell’autore. 
Tutta questa storia non ha avuto effetti sulla fiducia di Trump per Navarro. D’altronde, il tycoon negli anni '80 inventò un portavoce immaginario di nome John Barron (Barron fu poi il nome che diede al quinto figlio, avuto con Melania). Oggi l’economista è consigliere per il commercio della Casa Bianca e ha pubblicato ieri 'Financial Times' una specie di manifesto per la guerra commerciale del Trump-2: inutile parlare di percentuali tariffarie “ufficiali”, secondo Navarro gli altri Paesi usano altri tipi di barriere, come manipolazione valutaria, dumping, sussidi, furto di proprietà intellettuale e ostacoli regolamentari, per bloccare le esportazioni americane. La strategia che vediamo in queste ore è una risposta necessaria a una "emergenza nazionale" causata da un sistema commerciale ingiusto. (Di Giorgio Rutelli) —internazionale/[email protected] (Web Info)

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