**Comuni: Pd insorge contro proposta Calderoli, ‘pugno in faccia al dialogo’**
Roma, 21 apr. (Adnkronos) – Il Pd insorge contro quello che è già stato definito il nuovo Porcellum. In ‘onore’ dell’ideatore di quel sistema elettorale, ovvero Roberto Calderoli. Il ministro leghista oggi rilancia l’intenzione di eliminare il ballottaggio dalle elezioni comunali: un unico turno, con premio di maggioranza per chi supera il 40%. Ed è solo l’ultimo degli esponenti della maggioranza che si esprime in questo senso. Una proposta su cui i dem alzano le barricate. “E’ un pugno in faccia” all’avvio di un qualunque confronto sulle riforme, dice all’Adnkronos Alessandro Alfieri, responsabile Riforme e Pnrr della segreteria Schlein.
“Se parti con una cosa così divisiva, la volontà di dialogo allora è tutta una finta… Così al tavolo nemmeno ci sediamo. E aggiungo che anche le altre opposizioni sono contrarie” a cambiare la legge dei sindaci. Lo conferma Filippo Zaratti, capogruppo Avs in Affari Costituzionali alla Camera: “Alla destra evidentemente piacciono solo le leggi elettorali che li mettono nelle migliori condizioni per vincere”. Nelle scorse settimane Pd, Verdi-Sinistra, M5S e Terzo Polo si erano schierati insieme al Senato per stoppare un emendamento presentato da Lega, Fi e FdI per eliminare i ballottaggi nei comuni sopra i 15mila abitanti se un candidato sindaco raggiunge almeno il 40% dei voti. “Faremo le barricate”, era stato il commento di Barbara Floridia.
Anche Schlein ha parlato della questione ieri in Direzione: “Ho sentito dichiarazioni scomposte da parte della maggioranza. Noi ci opporremmo compattamente all’idea di abbassare la soglia per il secondo turno delle amministrative”. I dem respingono l’idea di modificare la legge dei comuni per due motivi. Il primo è che si tratta della “legge che ha funzionato meglio in questi anni, garantendo l’alternanza”. Il secondo è che “si vuole stravolgere una legge che funziona sperando di ricavarne un vantaggio elettorale”. Tesi che peraltro i dem confutano. Dice Alfieri: “Negli ultimi due anni su oltre 200 elezioni comunali, solo in 8 occasioni” con un candidato sopra il 40% al primo turno “c’è stato un ribaltamento al ballottaggio. E in 2 casi a farne le spese è stato il centrosinistra. Ad esempio a Lucca alle ultime amministrative”. A Lucca il candidato del centrosinistra, nelle amministrative del 2022, ottenne al primo turno il 42% contro il 34% dell’avversario di centrodestra, che però alla fine è risultato vincitore al ballottaggio.
In un nota ufficiale del Pd, Alfieri e Dario Parrini sottolineano: “La maggioranza deve decidere se sulle riforme cerca il dialogo o lo scontro. Se c’è una legge elettorale che ha funzionato in questi anni, è quella dei sindaci nei comuni sopra i 15 mila abitanti: mai cambiata con colpi di mano e forzature nei suoi trent’anni di vita. Eliminare il ballottaggio – come propone Calderoli – significa stravolgere quella legge. E lo fa usando parole faziose, infondate nel merito, molto gravi sul piano del metodo. Il contrario di quel che serve per dialogare. Perfette per rendere impossibile qualsiasi confronto”.
Insorgono anche i sindaci dem. Dice Matteo Ricci, coordinatore dei sindaci Pd e primo cittadino di Pesaro: “Calderoli vuole fare una nuova porcata. Dopo il Porcellum vuole cambiare la legge elettorale dei sindaci, introducendo la vittoria al 40%, guarda caso dopo la sconfitta di Udine. La legge sui sindaci è l’unica che funziona bene e va difesa perché democratica e funzionale”.
Ed ancora il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: “Va detto no al tentativo di stravolgere la legge elettorale delle città. Con l’eliminazione del ballottaggio e la vittoria a chi supera il 40%, dati i livelli di affluenza, il governo delle città sarà deciso dal 25% degli aventi diritto: meno democrazia e amministrazioni più deboli”. Quindi quello di Firenze, Dario Nardella: “Vogliono fare il ‘Porcellum’ comunale, togliendo il ballottaggio e portando la soglia al 40%, questo diminuisce molto il confronto democratico e anche l’affluenza”.
