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Caso Epstein, Trump si difende: “Non ne so niente, con lui pessimi rapporti”

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(Adnkronos) –
Donald Trump ha affermato oggi, sabato 15 novembre, di non sapere nulla delle e-mail di Jeffrey Epstein rivelate questa settimana, aggiungendo di esser stato in pessimi rapporti per anni, in un momento in cui i suoi legami con il molestatore sessuale sono oggetto di nuove domande. "Non ne so nulla. Altrimenti, l'avrei detto molto tempo fa", ha detto il presidente degli Stati Uniti a bordo dell'Air Force One mentre si recava nella sua residenza in Florida. "Jeffrey Epstein e io siamo stati in cattivi rapporti per molti anni", ha spiegato Trump, "dovete scoprire cosa sapeva, soprattutto riguardo Bill Clinton e tutte le persone che conosceva, inclusa Jp Morgan, Chase".  Il caso Epstein è stato recentemente riacceso dalla pubblicazione delle e-mail del finanziere newyorkese in cui si afferma, tra le altre cose, che Donald Trump "era a conoscenza delle ragazze" che erano state vittime di abusi sessuali.  Già ieri Trump si era difeso da ogni accusa con un post pubblicato sul suo profilo Truth Social: "I democratici stanno facendo tutto il possibile per promuovere nuovamente la bufala Epstein – nonostante il Dipartimento di Giustizia abbia pubblicato 50.000 pagine di documenti – al fine di distogliere l'attenzione dalle loro politiche inadeguate e dalle loro sconfitte, in particolare dall'imbarazzante shutdown, che ha causato il caos totale nel loro partito". Lo ha scritto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social. "Alcuni repubblicani deboli sono caduti nelle loro grinfie perché ingenui e poco risoluti. Epstein era un democratico ed è un problema dei democratici, non dei repubblicani! – ha proseguito – Chiedete di Epstein a Bill Clinton, Reid Hoffman e Larry Summers, loro sanno tutto di lui, non perdete tempo con Trump. Ho un Paese da governare!".  "Chiederò alla procuratrice generale Pam Bondi, al Dipartimento di Giustizia e ai grandi patrioti dell'Fbi di indagare sul coinvolgimento e i rapporti di Epstein con loro, con J.P. Morgan, Chase e molte altre persone e istituzioni, per determinare quello che accadeva tra di loro", ha annunciato Trump. "Tutte le frecce puntano ai democratici – ha aggiunto – i file indicano che questi signori, come molti altri, hanno passato gran parte della loro vita con Epstein e sulla sua 'isola'".  Poche ore dopo la richiesta di Trump, la ministra della Giustizia, Pam Bondi, ha affidato al procuratore federale di Manhattan, Jay Clayton, il compito di indagare "con urgenza e integrità" i presunti legami tra Epstein e Bill Clinton, e gli altri democratici nominati nelle mail del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019. L'attorney general nel post in cui annuncia l'avvio dell'indagine scrive un "grazie" rivolto al presidente Trump per la sua sollecitazione. "Il procuratore Clayton è uno dei più capaci e fidati procuratori del Paese ed ho chiesto a lui di prendere la guida. Come con tutte le altre questioni, il dipartimento si applicherà a questa con urgenza e integrità per dare risposte agli americani", scrive su X Bondi.  Trump ha intanto avviato una campagna di pressioni sui deputati repubblicani che appaiono intenzionati a votare la prossima settimana con i democratici, permettendo quindi l'approvazione della mozione che chiede la pubblicazione di tutti i file del dipartimento di Giustizia relativi a Jeffrey Epstein. I contatti con questi repubblicani si sono intensificati da quando Mike Johnson ha dovuto fissare per la prossima settimana la votazione della mozione, che lui per diversi mesi ha cercato in tutti i modi non portare in aula.  
—internazionale/[email protected] (Web Info)

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